Inizio


Autori ed Opere


Ultime pubblicazioni

Ode a Trieste....
Ebbrezza marina...
Prime impressioni...
Poche Luci...
Gelato a due gusti...
Alba...
RIFLESSO DI SGUARDO...
IL PRESENTE...
LE CAVERNE DEL CUORE...
Il dolore è come un ...
Campi di anime, per ...
Grigio di nebbia...
Un fiume rosso sangu...
Vola in alto Perché...
PENSIERO D'AUTUNNO...
Sindrome di Stendhal...
a Charles Bukowski...
Le rapide dei sogni....
POLVERE D'AMORE...
Attimi...
Diniegato...
Al buio di una caver...
A Genti quannu tinta...
Sfumature d'indaco...
In città...
ECLISSI DI LUNA di E...
Quando va via la neb...
Problema...
adamo ed eva...
Giorni di paura...
Ho ucciso il mio Cuo...
DUBBI...
L'obeso...
ho visto Te...
la fine...
Il tuo amore per me...
Il Silenzio...
OSSERVARE ANCORA...
Ho perso il cielo st...
non camminare davant...
Il salvadanaio...
PER IL SITO...
Scivolano le ombre...
I PROBLEMI DEL ...
AUTOMA...
Dedicato da te a me...
Su questa mia terra...
Ti sento...
Er patto cor demogno...
La grotta nell’autob...
dal giorno alla nott...
LA POLLIVENDOLA...
Autunno per un amico...
Trapasso...
Le mille cose che no...
FIGLIO MIO...
Azzurro...
Il mare verde...
L'allegra triestina...
Spero...
Angeli...
la rifrazione illuso...
Dille ch'io la amo...
Scarmigliata...
A te...
Io e la vita...
Il mio amore non c'è...
ER POVETA E L'UCELLI...
Monotonia uccide poe...
Pensando...un addio!...
La vita è una meravi...
Come rami di uno ste...
TOMBINO...
Foglie morte...
Avida la mia bocca!...
Il farmacista...
rimembranze...
PASSEGGIATA SOLITARI...
volo d'autunno...
Infinita voglia di v...
Seppe poi sola andar...
Una richiesta vana...
Pensieri invadenti...
L'Astronomia del Fut...
Potrei darti...
Quel vino rosso ross...
Possa la preghiera s...
Le cose fatte con pa...
Mia nonna diceva che...
Bluff...
Mentre guardo la Lun...
L'UOMO COL CANNOCCHI...
Possedere le chiavi ...
SIAMO PICCOLE D...
Freddo apparente...
La prima volta...
Un ossimoro è la met...
E tu, vigliacca ment...
Salvarsi...
Foglie aperte...

Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
= Scrittura Creativa


Siti Amici


martiniadriano.xoom.it



L'arte di Adelmo

Raggomitolato in un angolo della stanza nel suo maglione sdrucito, con una sola manica, come un topo, alla ricerca di un riparo dal freddo, la finestra, o quel che ne rimane, sbatte, colpita da raffiche di neve, ed a completare tutto, il sonno, che si fa sempre più audace.
Solo il pensiero di morire senza aver terminato il suo lavoro lo tiene in vita.
Già il suo lavoro!
Il quadro che sta ultimando, per fortuna è riparato dall’unica coperta rimasta, le altre sono servite ad alimentare a pezzi il fuoco nella caldaia, ormai solo memore di un tempo in cui accoglieva legna da ardere.
La figura slanciata della donna nuda, che sta dipingendo, cattura la sua mente labile e lo trascende nel mondo di colore e plasticità dov’essa è dipinta, ogni oggetto non ha una forma definita né tantomeno un’ ombra da cui fuggire.
L’assenza di staticità imprime una sensazione di benessere e di fuga dai sensi conosciuti.
Il corpo della donna fuoriesce dal dipinto, gli si avvicina, lo abbraccia ed in un lento addivenire si innalzano verso un vortice che evidenzia il loro moto con le pieghe dei colori. Dal giallo,al rosso, al viola, al blu, passando per le variazioni cromatiche di ogni tono, per terminare nel bianco assoluto.
La finestra continua a sbattere nonostante la bufera sia terminata, lasciando un cielo a tratti spruzzato di un tenue giallo.
Adelmo non occupa più l’angolo della stanza, al suo posto abbandonati i pochi indumenti che il giorno prima indossava.
La finestra continua a sbattere, quasi a richiamare l’attenzione di chicchessia verso quel corpo nudo, ripiegato su di sé, nel cortile tra le cataste di immondizia, ormai abbandonato dalla vita.
O forse continua a sbattere per salutare l’arte di Adelmo che è fuggita nuda in compagnia della sua musa verso lidi dove la creatività darà finalmente pace alla metamorfosi della forma e del colore.
O forse sta solo sbattendo per richiamare un nuovo inquilino a fargli compagnia.
“Maledetta finestra! Tu non vedi il mio corpo ma la mia essenza che è ancora presente.
Non ho più il dominio della materia per dipingere, il colore mi ha ormai rapito e di esso son parte indissolubile.
Mi dispiace solo di non averti chiuso prima di lasciare per sempre il mio corpo.”
La porta d’improvviso si apre ed un poliziotto entra con fare circospetto seguito da alcuni colleghi guardinghi e curiosi di ciò che li aspetta.
Il corpo di Adelmo è stato trovato e si cercano spiegazioni per l’accaduto, ma appare tutto chiaro alle forze dell’ordine, un suicidio dovuto alla rinuncia ad una vita di povertà.
“Il caso verrà chiuso in un battibaleno.”
Mormora il maresciallo Clemente all’attendente Franceschi.
“Vediamo se troviamo dei documenti d’identità, informiamo la famiglia, chiamiamo gli addetti ai lavori per poter rimuovere il corpo e prenota alla trattoria Da Rosa per cena visto che faremo tardi.”
“Muoviti Franceschi, lascia stare quella coperta che è piena di pulci e..., ma nasconde qualcosa! Ehi è un dipinto, mica male, guarda che bello quel vortice che termina in un punto bianchissimo, ti rapisce e ti fa girare la testa come se il tuo corpo ne facesse parte direttamente. Whou! Che bello assaggiare i colori e sentirne i gusti diversi, senti che suoni meravigliosi che hanno. Vieni anche tu Franceschi..”
L’appuntato sta praticando il massaggio cardiaco al maresciallo Clemente ma il cuore non sembra rispondere ai suoi sforzi.
“che strano!” pensa Franceschi, “Appena ha guardato con attenzione il quadro mi sembrava che l’immagine lo risucchiasse..! Ma ...!”
Le richieste di aiuto fanno accorrere i colleghi che chiamano prontamente i soccorsi.
Tutto fa presagire che il maresciallo abbia subito un infarto, gran fumatore e patito della forchetta, con i suoi 60 anni c’era da aspettarselo.
“Scusi signore, lei che ci fa nel mio quadro con quel vestito così scuro, da Carabiniere?” Dice Adelmo al nuovo arrivato dentro al suo dipinto.
“E lei che se ne va in giro nudo, sa che la devo arrestare?”
I due continuano a guardarsi ed a volteggiare sempre più velocemente, sempre più elastici , sempre più colorati ed indefiniti, in un vortice alato dove gorgoglia il niente.
Il quadro cambia tonalità fino a raggiungere il color blu oltremare.
Clemente oltrepassa il confine invisibile del colore e scompare alla vista di Adelmo, che continua a volteggiare.
La finestra non sbatte più.
Adelmo si sfalda in grigi e terre bruciate disperdendo i suoi ultimi pensieri d’artista.
“Non c’è solitudine neanche quì! La libertà è negata anche nel non essere!”
Il suo volo si fa sempre più concentrico, le pareti si stringono intorno a lui, sempre più scure.
La paura lo morde come un cane rabbioso, il nero si sta impossessando di lui. Il nero! ciò che la sua mente artistica rifiuta a priori. Il nero, dove tutto si assorbe e dissolve. Il nero,dove la sua vita di sogni e colori non lasceranno storia.



Share |


Racconto scritto il 11/11/2014 - 15:25
Da paolo signorini
Letta n.385 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti

Nessun commento è presente



Inserisci il tuo commento

Per inserire un commento e per VOTARE devi collegarti alla tua area privata.



Area Privata
Nome :

Password :


Hai perso la password?