Fotografia di un'alba a Porto Azzurro
Una piccola barca scivola sull'acqua mattutina, proprio come una goccia d'olio solca le venature di un ciuffo di morbida lattuga. Nuvole scure, ma allegre, corrono verso l'isola di Montecristo, forse per un appuntamento. Ci sarà un temporale, laggiù. Un gabbiano fa evoluzioni nel cielo terso, e le sue grida si fondono con il rumore argentino della piccola imbarcazione, un suono ripetitivo che ricorda il ticchettio di un gigantesco orologio. Sulla barca a vela ormeggiata in rada, un bimbo gioca col suo cane. Al levar del sole il vento di grecale inizia e stropicciare delicatamente il mare e le piccole onde si rincorrono, come in un gioco di luci d'acqua salata e perle trasparenti. Il vecchio pescatore, seduto sulle reti ammassate in banchina, dà la misura del tempo che passa e ci ricorda la caducità terrena della bellezza. La sirena del traghetto lancia il suo avvertimento agli abitanti del mare. L'uomo sul piccolo gozzo si volta, per un attimo, alzando il braccio, come per un saluto alla vita.
Lo spirito del giorno, intanto, soffoca dolcemente, ammantandolo di luce, quello della notte, consegnata ad un passato che non tornerà più.
Lo spirito del giorno, intanto, soffoca dolcemente, ammantandolo di luce, quello della notte, consegnata ad un passato che non tornerà più.
Racconto scritto il 14/10/2026 - 14:32Da Mino Colosio
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