Vénus Noirce
Sfogliava i suoi cinquantuno anni nel piccolo vortice dentro il tazzino
nella pratica di far sciogliere lo zucchero col cucchiaino
in un inoltrato, banale pomeriggio di settembre sull’autunno in forte ritardo quasi al pari
degli sguardi sugli orologi dirimpetto di un gruppetto di avventori, uomini d’affari
quando a portarlo nelle sfumature dell’amore di lui totalizzante, capace di nutrire
oltre modo l’anima di lei per i decenni a venire,
fu una lampiride con la sua lanterna luminosa. Vi era sul fondo della tazza tutta la resa, dissolta
di una donna che non volle amare il poeta, sebbene il rischio d’esserne travolta,
a quasi un anno dallo scorso inverno nella sua cromia
con un profondo istinto di protezione sul tentativo disperato di salvarlo dalla follia.
(da Pensiero dicotomico di M.D.Mastro al. Domeneque Noir)
ded IX infinite
-racconto poetico... o solo, passaggio emotivo
La lacerazione interiore del poeta somiglia alle tinte della sera che sanguina dal cielo, fatta di autodistruzione emotiva verso il mancato ricongiungimento con la fiamma gemella
Racconto scritto il 02/10/2026 - 05:08Voto: | su 0 votanti |
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