Intravedo autunno,
perifrasi carnale dell'estate.
Mi riempie
l'arancio del fogliame,
che non è più succo.
Forse calerà ancora acqua
su prati perduti.
So riempire vasi
con liquore stellato
per ospiti futuri
nella mia mancanza.
Ho deciso il tratto di strade,
preso in pegno ponti,
intanto
scopro di poter seminare,
a mani nude,
su nera terra
solo se tutto è attesa
perifrasi carnale dell'estate.
Mi riempie
l'arancio del fogliame,
che non è più succo.
Forse calerà ancora acqua
su prati perduti.
So riempire vasi
con liquore stellato
per ospiti futuri
nella mia mancanza.
Ho deciso il tratto di strade,
preso in pegno ponti,
intanto
scopro di poter seminare,
a mani nude,
su nera terra
solo se tutto è attesa
Poesia scritta il 11/10/2026 - 11:55Letta n.1 volte.
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