Le idee non saltano in aria
Autostrada A29,
ore 17:58 fa caldo.
Un boato terribile...
Fumo, manto stradale divelto,
tre macchine
saltate per aria;
mio Dio... mio Dio...
Con precisione demoniaca
la mano diede il comando ed
una carica immane di
tritolo sventrň
quel pezzo di autostrada.
L'obiettivo:
il giudice antimafia e
la sua scorta.
La colpa: lottare contro
la mafia,
riconoscerne la piramide,
seguire i soldi,
fare parte del Pool antimafia,
istruire il maxiprocesso,
avere un ideale alto
dello Stato.
Dinanzi alle macchine blindate,
ai loro corpi,
a quello scempio:
"dobbiamo riconoscere che
la mafia
ci rassomiglia",
ci vive
accanto.
Ma lŕ, fermi gli occhi
a immortalare la scena...
Giovanni Falcone, magistrato
Francesca Morvillo, magistrato
Antonio Montinaro, agente della scorta
Rocco Dicillo, agente della scorta
Vito Schifani, agente della scorta
assieme a chi lo decide
e uniti a Giuseppe Costanza, autista
unico superstite
le loro idee, il loro coraggio,
la loro determinazione
saranno le nostre.
Nota dell'autrice: La frase che appare virgolettata č una celebre riflessione di Saverio Lodato, spesso associata o ispirata dal pensiero profondo di Giovanni Falcone stesso, sull'essenza del fenomeno mafioso. Giuseppe Costanza, autista giudiziario č l'unico superstite della strage. Lui era l'autista privato e fidato di Giovanni Falcone dal 1984.
Saverio Lodato č giornalista e saggista, laureato in filosofia. Nei suoi articoli e saggi affronta e sviluppa i temi e le connessioni della politica e della giustizia, con particolare attenzione alla mafia italiana. Č autore di una cronaca del fenomeno mafioso, un libro che aggiorna costantemente.
Poesia scritta il 05/10/2026 - 00:31Voto: | su 0 votanti |
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