Come non si scrivono poesie d'amore
C'è solo un modo, a mio avviso, ed è quello di insegnar loro a star lontani dalla cattiva poesia.
Io sarei facilitato nel farlo, perché avrei come esempio negativo tutte o quasi le mie poesie giovanili d'amore.
Dopo aver fatto leggere questi orribili versi, nel mio corso calcherei pure la mano su un'arma poetica micidiale che può tuttavia ritorcersi sul povero poeta che la usa: la Metafora.
Mai abusare delle metafore, specialmente se trite e ritrite, stra-usate da poeti e dilettanti verseggiatori, come ero io da ragazzo.
Un caro amico, che qui pubblica, ed è pure bravo, mi ha obiettato: ma Ungaretti?
Certo, “si sta come d'autunno sugli alberi le foglie” è geniale come metafora, che tuttavia risulta ermetica se non si specifica il titolo, Soldati...e comunque il grande poeta l'ha usata una sola volta.
Ecco, è tutto, non voglio tediarvi, voglio solo che leggiate le mie poesie giovanili che ancora conservo, ma con l'accendino in mano ogni volta pronto a operare la distruzione incendiaria di queste liriche, si fa per dire, d'amore.
Leggetele e statene alla larga, le signore del sito vi spiegheranno perché.
“ Poesie giovanili”
A Manuela
Cosa vorrei da te?
Non la rosa delle rose
e nemmeno i petali
delle tue calde labbra
ma solo un posto
che nel tuo cuore sia
come quello del leone
nella foresta.
Tu, mio mare calmo
Così sei per me
come la bonaccia
e quando il mio mare
grida tempesta al cuore
nel maroso ti vedo
tu piccola isola
senza alberi né monti
con quel tuo prato
sempre in fiore
perenne come le nevi
che abitano nel ghiacciaio
del mio dolore
implorante
senza tregua alcuna
la tua presenza.
Mi sono innamorato...
Mi sono innamorato
perso nei tuoi occhi
chiuso fra le labbra
della tua gioiosa bocca
attratto come ape
nello zucchero del piacere
che sogno, giorno e notte
di avere dai tuoi baci.
Tu sei la mia acqua chiara...
Vivo nell'acqua chiara
dei tuoi occhi grandi
laghi di dolcezza
oasi per il deserto
dei miei tormenti.
Vivo aggrappato
al pudore delle tue labbra
mentre le mie, riarse
appoggiate sulla tua gola
candida come la purezza
succhiano speranza d'amore
dal velluto della tua pelle.
Vivo per te
per la speranza di averti
mentre navigo mari
che celano perle
rare da donarti
in cambio di un tuo
semplice sì.
Per i tuoi occhi verdi...
Per i tuoi occhi verdi
vorrei scrivere
cento sonetti d'amore
e per le tue labbra
poggiate sulle mie
- petali di fiore
sull'acqua cheta del fiume-
canzoni e romanze
musiche e parole.
Per la luce dei tuoi occhi
e il candore della tua gola
per le braccia e le mani
per le tue intimità segrete
vorrei dedicare al mio io
sogni da mille e una notte
pensieri vaganti nel cielo
lacrime di gioia terrena.
Eri una ragazza facile
Ti eri sbucciata le ginocchia
tanti ieri fa
e sollevasti la gonna
alla fontanella...
volavano i miei pensieri
aggrappati alla tua veste a fiori.
Fiori anche tutto intorno
nell'aiola del viale
fior di ragazza tu
che sapevi far godere
d'un facile piacere
senza conquista.
Avevo ragione io
lo capii più tardi:
eri una ragazza facile
non amavi guerre e conquiste
ed aprivi braccia e pensieri
al giovanile candore.
Eri una ragazza facile
spontanea, pura
non conoscevi calcoli...
per questo ti penso ancora
e questa nostalgia
è diventata poesia
dentro il mio cuore stanco
che sbuffa ricordi.
Racconto scritto il 05/10/2026 - 12:31Voto: | su 0 votanti |
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