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Asciugare la goccia già asciutta
vederla splendere sul vetro prima o poi
e morire insieme a lei
nell’abisso d’un pensiero che avrei fatto bene a non pensare.


Ho capito solo tardi
quanto sia importante stringersi
a quell’istanza di dolore
non lasciarla andare
ma proteggerla
farsi guidare tra la luce ch’ essa emana
ché nulla è perduto
e tutto deve ancora cominciare.




Nota: la felicita uno la deve cercare. E nel dolore solo è possibile trovarla.




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Poesia scritta il 27/02/2019 - 19:56
Da Alessandro Pellei
Letta n.1330 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


GrZie Santa. In realtà io credo che Leopardi sia stato invece molto felice. Spesso passa l’idea che una peosia che faccia riflettere debba necessariamente far capo ad un momento triste e mal vissuto; ma io penso piuttosto che proprio negli attimi di riflessione e dialogo intimo con stessi l’uomo dà un senso alla propria esistenzq e si ristora.
Grazie del commento; un bacio.

Alessandro Pellei 28/02/2019 - 20:35

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....."e naufragar mi è dolce in questo mar"..per rispondere ad Ernesto! Sinceramente adoro Leopardi,ma non credo che sia stato mai felice. Io credo che Alessandro ci voglia dire che il dolore per la perdita della felicità vada custodito gelosamente, in quanto appartenendo diventa fonte essa stessa di felicità non presente ma vissuta. Scusatemi se magari non ho capito nulla.
Mi resta da dire che la poesia è molto bella e profonda. Un saluto.

santa scardino 28/02/2019 - 15:15

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Ernesto e Laisa concordo con voi. Gibran diceva che il dolore e la gioia sono facce della stessa medaglia. Sono complementari, e non so come si possa vivere senza l’altro.

Alessandro Pellei 28/02/2019 - 12:48

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Per completezza di discorso sul dolore noterei che in filosofia qualche autore dice che la felicità è assenza del dolore. Sono in assonanza con voi quindi: la felicità viene quando il dolore è consumato per intero.
Non vi sembri strano se scrivo che Leopardi era felice molto spesso: quando consumava il dolore nei suoi canti; quando consumava il dolore a ingoiar gelati regolarmente in un Bar di Napoli;quando naufragava nell'infinito ecc. Vuoi vedere che il felice era proprio Leopardi!

Ernesto D'Onise 28/02/2019 - 11:58

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...il dolore va vissuto, va consumato, metabolizzato...ed un po', la penso come te...
Forse, nn è sempre così o almeno nn per tutti, ma quando quella lacrima scende, nn va asciugata in tutta fretta, va contemplata, celebrata, va vissuta
Bellissima

laisa azzurra 28/02/2019 - 10:18

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