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E ancora....

E ancora osservo
quelle parole grevi
nel loro fluttuare instabile
verso l’ignaro crepuscolo
come ballerini acerbi
su punte di piedi incerti
a strappare un applauso
prima dell’ultimo ballo.


E ancora attendo
quello sguardo scevro
d’impenitente gioia
e sarcastico dolore
negli occhi il riflesso
d’uno specchio interrotto
e narciso il labbro
che non disegna contorni alla bocca.


Non lasciare acceso
il boulevard delle Madonne
affinché ogni parola lieve
non oscuri il tormento dell’attesa.



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Poesia scritta il 30/05/2016 - 14:53
Da Enrico Danna
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