Dunque so bene
Quando sputare i miei silenzi
Da quale fossa sporgermi
Per cadere addosso alla vita.
L’aria è satura di incomprensioni
In queste stanze occupate
dalle assenze, le porte sbattono fuori
Ogni piccolo tentativo di riconciliazione
Con l’oscurità.
Non sopportano il rumore della pioggia
la replica che divento
Quando qualcuno viene a farla
Nel mio giardino.
Amo questa terra desolata
Questa lingua di sabbia scura
tra il televisore e il cesso
zona di frontiera
in mano allo Zolpidem Streuli
o al rubinetto che perde.
Cosa importa chi ero
La strada, il senso e il significato
quale destino, quale disegno.
Se state leggendo questi versi
significa che non ce l’ho fatta;
sono morto dalle risate
ogniqualvolta mi hanno scarabocchiato.
Quando sputare i miei silenzi
Da quale fossa sporgermi
Per cadere addosso alla vita.
L’aria è satura di incomprensioni
In queste stanze occupate
dalle assenze, le porte sbattono fuori
Ogni piccolo tentativo di riconciliazione
Con l’oscurità.
Non sopportano il rumore della pioggia
la replica che divento
Quando qualcuno viene a farla
Nel mio giardino.
Amo questa terra desolata
Questa lingua di sabbia scura
tra il televisore e il cesso
zona di frontiera
in mano allo Zolpidem Streuli
o al rubinetto che perde.
Cosa importa chi ero
La strada, il senso e il significato
quale destino, quale disegno.
Se state leggendo questi versi
significa che non ce l’ho fatta;
sono morto dalle risate
ogniqualvolta mi hanno scarabocchiato.
Poesia scritta il 09/07/2026 - 13:56Letta n.1 volte.
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