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Un amore speciale

Non si erano mai sfiorati, né toccati, né parlati ma era come se si conoscessero da sempre. Si erano appartenuti con lo sguardo, amati, respirati, voluti. Forse in un’altra vita avevano condiviso i giorni e le notti.
Il loro incontro era stato inaspettato, Lorenzo stava effettuando dei lavori nella città di Azzurra, proprio nel suo quartiere. Quella mattina lei era leggermente in ritardo, doveva accompagnare i bambini a scuola e loro come sempre, facevano i capricci. Spazientita li rimproverava: “Leo la smetti di piagnucolare? Daniele legati le scarpe, e per cortesia Fiammetta sbrigati che arriviamo in ritardo.”
Mentre si svolgeva tutto ciò, qualcuno la guardava divertito, lei si accorse dell’uomo che l’osservava e rispose distrattamente: ”Ma lei non ha niente di meglio da fare?”
Poi alzò lo sguardo ed incontrò gli occhi azzurri più belli che avesse mai visto. Fu in quel preciso momento che si persero uno dentro l’altro, un istante di magia, una fusione d’anima e cuore. Proprio in quell’istante, la voce di Fiammetta la riportò alla realtà: ”Mamma, mi compri…” “Si, si…”
Rispose senza ascoltare. Finalmente sistemò i figli nell’auto e si avviò verso la scuola. Il traffico era aumentato notevolmente, si accodò rimproverandosi che se non avesse perso tempo a sistemare il grembiule della piccola, a quell’ora, sicuramente era fuori da tutto quel marasma.
Arrivò dopo circa mezz’ora, salutò i figli, quando si sentì chiamare: ”Azzurra, aspetta…”
Questa non ci voleva, pensò, era quella rompiscatole di Paola, così perfetta da sembrare uscita da una rivista di moda: con i capelli sempre in ordine, trucco impeccabile, fisico perfetto.
”Volevo ricordati che giorno 15 c’è l’incontro con i rappresentanti di classe e sto facendo un giro fra i genitori per sapere se hanno qualche richiesta da fare.” Continuò, tutto d’un fiato.
Azzurra rispose con un falso sorriso, stampato sul viso: ”Ma no cara, per me tutto procede bene, non credo che in classe ci siano grossi problemi, ma adesso scusami devo proprio andare.”
La liquidò in un secondo, risalì in auto e si diresse verso il centro commerciale. Pensò a Marco, suo marito e si sentì tanto sola, da quanto tempo avevano smesso di parlare, di desiderarsi, di aver voglia di condividere le cose, ma poi ripensandoci bene, forse non avevamo mai avuto niente in comune, tranne quei tre splendidi bambini. Lei sognatrice, profonda, un po’ artista, lui pratico, realista, un po’ cinico ma soprattutto narcisista.
Da quanto tempo si guardavano senza vedersi, lei spesso gli aveva fatto capire la sua frustrazione nel sentirsi abbandonata a se stessa, forse aveva sbagliato il modo di chiedere aiuto, per uscire da quel senso di vuoto che la opprimeva. Ma Lorenzo sembrava non accorgersene o forse faceva finta di non vedere.
Un gatto nero le attraversò la strada facendola ritornare alla realtà, lo evitò per un soffio, dicendo a gran voce: ”Ci mancavi solo tu a rovinarmi la giornata.”
Dopo aver fatto la spesa si avviò verso casa ed all’improvviso le venne in mente l’uomo incontrato la mattina ed i suoi meravigliosi occhi dal colore del mare. Non so cosa accadde nella sua mente, ma un desiderio cominciò a farsi spazio, aveva voglia di emozioni, di piacere, di sentirsi desiderata, amata.
Non le bastava essere solo mamma, lei voleva essere soprattutto donna. Controllò l’ora e si accorse che si era fatto tardi ed aveva ancora molte faccende da sbrigare, fra cui il pranzo. Arrivata davanti al portone del palazzo, con le mani piena dei sacchetti della spesa, cercò di trovare inutilmente le chiavi, ma con le mani occupate non era un’impresa facile.
Erano 10 minuti che stava trafficando nella borsa, quando qualcuno le si avvicinò dicendole: ”Lasci che l’aiuti.”
Sorpresa vide Lorenzo e rispose: ”No, no grazie ce la faccio da sola.”
Ma dicendo questo, le cadde un sacchetto con le mele, le quali rotolarono per strada. Lorenzo, aiutandola a raccogliere le mele le rispose: ”Lei oltre che essere molto bella, è anche cocciuta.”
A quel punto Azzurra accettò di farsi accompagnare fino all’ascensore. L’uomo le stava accanto emanando un bel profumo maschile che per un momento la stordì, si diede della stupida ma il cuore le fece un balzo. Lo ringraziò velocemente e risalì.
Chiudendosi dentro posò le buste sul tavolo e si sedette sfinita, era stanca, stanca di tutto, insoddisfatta della sua vita, del matrimonio agonizzante che si trascinava da tempo, del non avere spazio per se stessa, per essersi completamente annullata. Si guardò nello specchio e ciò che vide non le piacque, osservò l’immagine riflessa di una donna trascurata, da quanto tempo non andava dal parrucchiere o a comprarsi qualcosa di carino.
In casa era sempre in tuta e quando accompagnava i bambini indossava sempre qualcosa di comodo e certamente non appariscente. Amava nascondersi agli occhi degli altri, perché lei stessa si sentiva un fantasma. Diede un ultimo sguardo a quella giovane donna, che non aveva più nulla della ragazza di qualche anno fa, piena di vita e sogni.
Rassegnata si stava apprestando a preparare il pranzo, quando qualcuno suonò il campanello. Chi poteva essere, pensò, non aspettava nessuno, andò ad aprire con indosso il grembiule con il disegno di topolina, un regalo di Fiammetta: “Certo che non si smentisce mai, è proprio deliziosa…disse Lorenzo.
“ Ancora lei…?” Rispose seccata.
“Mi scusi signora, ma non sapevo che lei abitava all’attico, vede stiamo facendo dei lavori sul tetto, la grondaia ha bisogno di essere riparata, ma possiamo farlo solo dalla sua terrazza.”
A malincuore Azzurra fece entrare l’uomo per un sopralluogo, questi, rivolgendosi ad Azzurra continuò: ”La capisco che saremo una seccatura e non vorrei disturbarla più del dovuto, ma cercheremo di essere veloci per quanto sarà possibile.”
Azzurra ritornò in cucina lasciandolo sulla terrazza ad impartire gli ordini agli operai ed ogni tanto i loro sguardi si incrociavano. Poi preparò il caffè, le sembrava il minimo, visto il freddo boia che faceva. Si sedettero di fronte e dopo un momento di imbarazzo iniziarono a parlare a ruota libera, era così facile lasciarsi andare, cosa che la stupì molto, lei di solito era molto restia ad aprirsi agli altri, figuriamoci ad uno sconosciuto. Tuttavia, forse il bisogno che qualcuno l’ascoltasse sul serio e non facesse solo finta, le diede la spinta ad esternare alcune sue emozioni.
Lorenzo non era annoiato, anzi, pareva molto preso da quello che gli stava raccontando, poi furono interrotti da un operaio. I lavori terminarono e sarebbero ripresi l’indomani.
Azzurra continuò la giornata come sempre, ma il pensiero di Lorenzo l’accompagnò per tutto il tempo. Era presente nella sua mente, anche al ritorno del marito, il quale dopo un rapido saluto, domandò della cena e la serata proseguì come al solito, i bimbi che litigavano e lui sul divano a guardare la televisione.
Lei era seduta accanto a quell’uomo che doveva essere il marito, compagno, amante, complice, ma era tutto tranne che questo. Si sentiva come un soprammobile, che ogni tanto veniva rispolverato. Dopò un po’ mise i figli a letto ed andò in camera. Si esaminò nuovamente allo specchio, le prime rughe costeggiavano il suo sguardo infelice e spento, il viso triste le dava un’aria rassegnata al proprio destino. S’infilò sotto le coperte e pianse fino allo sfinimento.
L’indomani la giostra iniziò il suo medesimo giro, ma con un qualcosa di diverso, dedicò qualche minuto in più al suo aspetto, appena un tocco di trucco, un filo di rossetto, raccolse i capelli biondi in un morbido chignon ed infine, invece delle solite hogan indossò delle decolleté. Arrivata in strada notò il furgone della ditta, ma di Lorenzo non c’era traccia.
Delusa caricò i figli in macchina e stava per avviarsi quando si sentì chiamare: ”Azzurra senti, se non ti dispiace verremo da te quando ritornerai per ultimare i lavori.”
Il suo cuore per attimo si fermò, per poi ripartire all’impazzata e rispose: ”Certo, a dopo.”
Azzurra confusa, sapeva che si stava mettendo nei guai, quell’uomo la intricava e lei voleva piacergli e questo la spaventava. Fu colta dai sensi di colpa, lei era sposata, era una mamma, una persona seria che non dà confidenza agli sconosciuti. Ma era questo che lei voleva? No, si rispose con lucidità, per la prima volta sincera con se stessa. Ricacciò i sensi di colpa e si promise che da quel momento avrebbe fatto quello che la faceva stare meglio. E se le attenzioni di Lorenzo servivano a questo, lei sarebbe stata ben felice di accoglierle.
In quel momento le arrivò una telefonata da Salvatore, il collega di Marco e la informava che il marito, aveva avuto un incidente ed era ricoverato in ospedale ed aggiunse che la persona che era con lui era morta. Azzurra si precipitò al pronto soccorso, ma prima di vedere Marco, un poliziotto la fermò, dicendole: ”Signora è giusto che lei lo sappia, la donna che era con suo marito era un escort, molto conosciuta nella zona e pare che lui fosse un suo cliente abituale, vista la situazione, dovremmo fare delle indagini.”
Il poliziotto era molto gentile, le parlava con compassione, ma lei non l’ascoltava più, sentiva solo quel nome: escort, che le rimbalzava nella testa come una palla. Non ci credeva, non poteva essere, sicuramente ci sarebbe stata una spiegazione. Poi le chiesero se volesse vederlo, lei assentì, anche se era tentata a fuggire. Lui era lì, inerme, sedato… lei lo fissò per un attimo e poi uscì distrutta, dalla stanza.
Per fortuna i figli erano dalla nonna, così aveva il tempo di metabolizzare il tutto senza sconvolgergli. Non solo si sentiva tradita, ma anche una nullità, come aveva fatto a non accorgersene. Doveva intuirlo, i suoi silenzi, la sua indifferenza. Lei l’aveva sempre giustificato per i suoi impegni lavorativi, ma adesso le fu tutto chiaro, non l’aveva voluto vedere perché l’amore era svanito nel vuoto.
Non provava né odio, né rancore e ce l’aveva soprattutto con se stessa per essersi lasciata andare. Davanti casa, Lorenzo l’aspettava ma sapeva che non era solo per i lavori. Fra loro era nato qualcosa di inspiegabile, parlavano con gli occhi, si sentivano complici anche se perfettamente estranei, lui aveva saputo dell’incidente ma non le fece domande, salirono insieme uno accanto all'altro. Azzurra si domandava come era stato possibile innamorarsi senza conoscersi, dall'altra parte Lorenzo si chiedeva il motivo della sua attrazione per quella donna, anche perché non era per niente il suo tipo. Azzurra era un passo davanti a lui, e all'improvviso lui l’abbracciò da dietro, stringendola forte a sé. Lei sentendo quelle braccia che l’avvolgevano, quasi a volerla proteggere, capì che quell'uomo era la persona che voleva accanto, si voltò e si baciarono intensamente. Era nato un amore speciale, di quelli che accadono una volta nella vita e Azzurra voleva cogliere quel dono inatteso e viverlo intensamente ogni giorno, come se fosse stato il primo.



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Racconto scritto il 17/12/2017 - 16:48
Da Anna Rossi
Letta n.380 volte.
Voto:
su 6 votanti


Commenti


Un ringraziamento speciale a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggermi.... Lo so che è un po' lungo....grazie di cuore e ricambio con stima e affetto i vostri auguri...Ciao Giancarlo,Paolo, Teresa,Rocco e Donato.
Ps.Giancarlo... una domanda ma non hai avuto la curiosità di finirlo di leggere per sapere la fine?

Anna Rossi 19/12/2017 - 02:49

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Bello, scorrevole, reale. Complimenti è sempre un piacere leggerti. 5*

donato mineccia 18/12/2017 - 11:58

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UNA PIACEVOLE E SCORREVOLE SEQUELA FIRMATA MAGISTRALMENTE.
BUONE FESTE NATALIZIE.
*****

Rocco Michele LETTINI 18/12/2017 - 10:07

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Bel racconto, scorrevole e reale.Complimenti.

Teresa Peluso 18/12/2017 - 10:01

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Un bel racconto Anna, molto ben scritto e che ripercorre un vissuto, quello della protagonista soprattutto. Lodi e complimenti sentiti.

Paolo Ciraolo 18/12/2017 - 08:01

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molto bello anche se non l'ho letto tutto confesso ma per quello che ho letto è scorrevole e bella

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 17/12/2017 - 22:45

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