Suggerimenti

     
 

2. L'accento grafico



L'accento tonico, quando si esprime con un segno, prende il nome di accento tonico, che può essere:

- accento acuto (vedi: é)

- accento grave (vedi: è)

- accento circonflesso (^)

L'accento acuto va sulle finali dei passati remoti (batté, rifletté, ecc...), sulla congiunzione negativa "né" e sul pronome personale "sé".

L'accento grave va sui sostantivi (tè, caffè, lacchè, bebè,..), sui monosillabi (piè...), su "è" voce del verbo essere e su "cioè" e su tutte le parole tronche uscenti in a oppure in o (verità, pietà, città, amò, cantò, giocò, può, ...)

L'accento circonflesso non è più usato.

L'accento tonico permette di determinare esattamente il timbro della vocale su cui si posa. Abitualmente non si segna quando dal contenuto il senso delle parole risulta chiaro.

Alcuni esempi:

- affétto = dal verbo affettare; affètto = nome maschile singolare

- légge = norma giuridica; lègge = voce del verbo leggere

Senza accento vanno: blu, fra, tra, fu, ma, su, qui, qua, no, so, sa, tre.

L'accento va invece sempre inserito sui composti di: tre (es. ventitrè), re (es. vicerè), su (es. lassù), blu (es. rossoblù), che (es. altroché) e sulle parole tronche di due o più sillabe come città, caffè, virtù, mezzodì.

 
     
- oggiscrivo.it - Copyright 2009 - 2016 - Tutti i diritti sono riservati - Webmaster Mauro -