Suggerimenti

     
 

3. L'elisione e l'apostrofo



Quando la vocale finale di una parola non viene pronunciata, cioè cade, perché la parola successiva comincia per vocale, si ha un'elisione (che ha per segno l'apostrofo).

- l'elisione è frequente in alcuni monosillabi: mi, ti, ci, si, vi, ne, lo, la, gli, le, che, ed è obbligatoria con gli articoli lo e la, davanti a ogni vocale (l'onore, l'umile, l'isola, ecc.)

- il monosillabo "ci" si elide in genere solo davanti a "i": (vedi "c'inginocchiammo", e "ci abbracciamo")

- Le inteso come "a lei" non elide mai ("Le invio" e non "l'invio")

- gli elide solo davanti a i (gl'ideali)

- che elide comunemente davanti ad e (io ch'ero)

- i plurali non elidono, di norma, la vocale finale se non davanti a vocale uguale (quant'inganni; ma non quant'esami)

Non sempre l'elisione avviene utilizzando l'apostrofo (vedi: un buon amico, un bel fiore, nessun luogo, ecc..).

L'apostrofo si usa anche nell'imperativo di dire: quindi dì. Gli imperativi da', fa', sta', va' sono troncamenti di forme toscane.


 
     
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