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NOTTURNO ANDANTE

Mezzanotte buia nel quartiere della città,
ho perso l'autobus notturno: ma che freddo che fa!
Cammino a piedi tra le strade mie di periferia,
chissà se il tempo chiede tutt'intera la mia energia.


E verso spazi vuoti il mio essere lento già va,
costeggia tutte le stazioni e tutte le velleità,
e s'alza un vento forte dalla terra, come non mai,
tra i pub e i bar del centro il freddo entra tra i fatti tuoi.


Passo questa notte
tra i fuochi stellari qui
ed il rondò che urla
e porta via chi capita,
tra spinellati
e spaccio di euforia...
...Ma ora tu, tu, tu chi sei?
E dove te ne vai ora qui?
A quest'ora che fai?


E scappa via il 31, notte di buatta ora qui,
comincia a piovere a dirotto, quasi nevica!
Non cedo posti, illusioni, pantomime, o che?
E fugge il buio, si schiarisce il sole piano qui.


Ho perso il sonno, c'è un rumore di lamiere che va,
a passi tardi e lenti, rintontisce tutta la città,
un bar del centro è aperto, e mi arriva odor di caffè,
mi tenta ed entro, mi risveglio e penso a te...


...E allora tu, tu, tu chi sei?
Dov'è che ti ha condotta la notte
tra analcolici e botte?
E allora tu, tu, tu lo sai
che il mondo acquista spazio da noi:
puoi goderne, se vuoi!



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Poesia scritta il 06/12/2010 - 10:18
Da Manuel Miranda
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