RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 

Gli adulti di domani


Gli adulti di oggi
possono apporre una firma
e illudersi di tirare una riga
sulle proprie decisioni scellerate,
sulle scelte sconsiderate.
La direzione del futuro, però,
sta nelle mani di coloro
che hanno perso tutti e tutto,
che hanno conosciuto
solo fame, dolore,
macerie, solitudine,
potendo vivere solo
per sopravvivere,
per strappare alla morte
un minuto, poi un'ora, poi un giorno,
poi un altro minuto, un'altra ora, un altro giorno
e così a oltranza
fino al sopraggiungere
delle formalità dei grandi.
Sono i bambini di oggi,
cioè gli adulti di domani.
Sapranno resistere
alla seduzione della vendetta
praticando il dialogo?
Riusciranno a silenziare le armi
interrompendo il monologo del fuoco?
Saranno in grado
di trasformare una tregua di cristallo
in una convivenza solida
scrivendo inedite pagine
di reciproca tolleranza?
Avranno la forza un giorno
di guardare l'altro
non come un nemico,
ma come un vicino?... (continua)

Stefano Beccacece 15/10/2025 - 11:01
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Il calciatore polivalente


Il calciatore polivalente
all'occorrenza può mettere una pezza in tutto,
ma non è campione in niente.
In tanti ruoli è accettabile,
ma in nessuno è eccellente.
Associata ad un giocatore,
la definizione di "polivalente"
è equivalente alla panna
su un piatto carente.
Il calciatore polivalente
con più di qualche defezione può giocare,
ma mai sarà titolare
con tutto il gruppo a disposizione.
Quando si usa l'aggettivo "polivalente",
si compie il tentativo di rendere
vagamente attraente
un acquisto deludente nel mercato estivo.
E' un modo per dare valore ad un'operazione
rendendo la pillola meno amara,
anche quando l'insoddisfazione dei tifosi
appare chiara.
Il calciatore polivalente
ricorda quella situazione
in cui una ragazza
non uscirebbe con te
neanche fossi l'ultimo essere vivente;
ma per rendere un rifiuto meno traumatico,
ti dice elegantemente
che sei molto simpatico.... (continua)

Stefano Beccacece 26/07/2026 - 13:13
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Il cambio dell'ora


Non si fa altro che parlare
di intelligenza artificiale.
Si gioca ad essere lungimiranti,
cercando di immaginare
il futuro che verrà.
Eppure, una domanda resta immutata:
orologi indietro o avanti?
Solare o legale?
Domani che ora sarà?
Nella società che si mette
a discutere di evoluzione,
basta uno spostamento di lancette
per generare confusione.
Fortunatamente, per evitare all'uomo
di affrontare un evento
evidentemente proibitivo,
ad impostare l'ora
penserà autonomamente
il dispositivo.... (continua)

Stefano Beccacece 25/10/2025 - 11:55
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Il Carnevale di Mamoiada


Isola leggendaria, che incanta, la Sardegna...Risale forse all'età nuragica la danza propiziatoria del Carnevale di Mamoiada: quel rito secolare, ordinato e cadenzato, di due maschere ancestrali, di legno. Nera per il guerriero, il mamuthone; bianca per il cavaliere, l'issohadore; che richiama nell'isola arcana e valente, visitatori d'ogni dove. Attirati da quelle figure, misteriose e silenti, dei mamuthones e dal loro incedere lento ed affaticato, al ritmo ipnotico dei tanti campanacci. Suggestiva la scenografia e grande è l'emozione che trasmette!... (continua)

Milena Bortoluzzi 17/02/2026 - 22:31
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Il Cristo velato


Un prodigio s'apre agli occhi,
un tumulto d'intensità tale
che viene meno il fiato...
Nel silenzio ovattato
il corpo di Cristo esanime
appare nella Sua interezza,
lì, davanti agli occhi...
Vi si notano le forme
in tutta la loro autenticità,
di una bellezza che trascende...
sotto quel velo
così impalpabile e trasparente
che lo copre con delicatezza estrema.
Quel sudario da apparire
quasi bagnato
ne svela l'intera Sua identità:
il volto scavato, le membra contratte,
le vene gonfie e la ferita al costato.
I segni dei chiodi alle mani, ai piedi,
quella vena pulsante in fronte,
trasmettono sofferenza e dolcezza
da pervaderne tutto il Suo corpo giacente.
Un prodigio eccelso
armonia di linee, volumi e trasparenze,
che il Sanmartino curò finanche
sulle pieghe del materasso marmoreo
sul quale il corpo di Cristo è adagiato;
nei cuscini sotto il capo
finemente cesellati e decorati con nappe
e negli strumenti della Passione
deposti ai suoi piedi, quali: due chiodi,
u... (continua)

Milena Bortoluzzi 26/05/2026 - 01:34
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Il mio silenzio


Opera non ancora approvata!

Imago Mago 05/10/2025 - 09:32
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Il Paese di Vetro


Il Paese di Vetro

C’era una volta
un paese dove le strade
erano fatte di vetro sottile.

Di giorno brillava,
e la gente diceva che era la piazza
più bella del mondo.
Di notte, invece,
bastava un passo più pesante
del solito e il vetro cantava.
Un suono secco,
come un dente che si rompe.

Nel vicolo centrale viveva un uomo
che non parlava mai a voce alta.
Lo chiamavano l’Ombra di Mezzo.
Quando passava la carrozza del Signore,
si appiattiva al muro.
Quando passava la folla
con le torce, si metteva davanti.
Quando due voci litigavano all’angolo,
lui diventava sordo e cieco
nello stesso istante.
“Meglio stare al riparo”, mormorava.
“Il vetro si rompe
su chi sta in mezzo”.

Così imparò a girare
con il vento.
Se il vento andava a est,
lui guardava a est.
Se andava a ovest,
aveva sempre guardato a ovest.
La gente lo stimava per la sua prudenza.
I potenti lo chiamavano per nome.
I deboli non lo ricordavano.

Nel frattempo, i... (continua)


Sabina Patruno 28/05/2026 - 14:10
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Il pastore


Quel viso rugoso,
avaro di sorrisi,
di parole,
solo dagli occhi traspare emozione, grande!
Un impulso lo fa inginocchiare
davanti a quel Bambino.
Le sue mani nodose
e pregne di fatica,
sono congiunte sul petto.
Adora rapito,
attorno a lui altri,
insieme sono lì,
vivono emozioni che riempono il cuore.
All’improvviso un fremito
scuote quel corpo
segnato da tante stagioni,
il Bambino sorride,
sorride proprio a lui
e quel viso rugoso e avaro di sorrisi e parole
si illumina di gioia grande.... (continua)

Ivana Piazza 10/12/2025 - 23:39
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Jannik


Se vent'anni fa
mi avessero detto che un giorno
nel calcio avremmo fatto fiasco
e nel tennis saremmo diventati una potenza,
avrei consigliato di posarlo, il fiasco.
Invece col pallone
siamo diventati campioni
d'assenza e irrilevanza,
mentre con la pallina gialla
siamo quasi una sentenza.
Eravamo occasionali della racchetta e adesso,
di coppe Davis facciamo incetta.
Fino a pochi anni fa i titoli
erano racconti di ricordi sfocati
legati a Pietrangeli, Bertolucci e Panatta.
Wimbledon era sempre stato
un torneo straniero,
una terra fatta d'erba
praticamente inesplorata.
Già era un successo
superare la prima giornata.
Ma Jannik,
nato per fare qualcosa di mai ipotizzato,
ci ha regalato e poi ha ripetuto
un trionfo che in 150 anni,
solo una volta avevamo sfiorato.
Non è il tennis
il mio sport preferito,
ma per le inedite emozioni che ho provato,
non posso far altro
che essere grato.
Anche se solo attraverso uno schermo,
posso dire
che tutto questo l'ho v... (continua)

Stefano Beccacece 17/07/2026 - 12:03
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L'arte dei tramonti, l'amore di Apollo e Artemide


L’arte dei tramonti, l’amore di Apollo e Artemide

Dovremmo imparare
dai tramonti
l'arte di spegnersi
senza sparire.
Di lasciare luce
anche quando il giorno finisce,
di tingere d'oro
ogni addio che sa di promessa.

Come Apollo che insegue
il cielo ogni mattina,
portando fuoco sul mondo
con mani di luce.
E come Artemide
che lo attende,
corona d’argento,
passo leggero sulla notte.
Lui brucia, lei illumina.
Lui scalda, lei custodisce.
Eppure si cercano, sempre,
in quell’istante sospeso
tra giorno e stelle
dove il sole bacia la luna
senza toccarla.

Vieni qui, vicino.
Appoggia la testa
dove batte il mio tempo
e ascolta: non è rumore,
è tenerezza che respira.
È amore
che non chiede permesso,
è la mano che ti trova
al buio
e resta, senza fretta,
come il caldo dopo l’estate.

Vieni a guardare con me.
Il cielo si scioglie piano
nel mare
e ogni colore diventa
un modo nuovo per dirti
ti voglio.
I... (continua)


Sabina Patruno 13/07/2026 - 06:12
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