RACCONTI |
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In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento. |
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Lista Racconti |
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Quello che non dici... E come sempre, mi siedo e provo a scrivere i miei pensieri.
È un giorno particolare, vorrei dire e dirti tante cose, ma non mi è facile trovare le parole, quelle giuste. Parole che non leggerai e che non ti arriveranno mai. Perché tu non vedi i miei pianti. Non senti quando ti chiamo. Non puoi! Anche se ci illudiamo del contrario. Sei partito oggi, tanti anni fa, per un lungo viaggio. Tu, che non hai viaggiato mai! Provo, ogni tanto a immaginarti in un posto, che non conosco. Ma la fantasia non basta. Non basta neanche stavolta! E mi rendo conto che non so cosa dirti. È strano per me che uso le parole scritte, meglio di quelle parlate. Ma c'è differenza. Ed è che non sei qui... davanti. E alla fine, a cosa servirebbe? A sentirmi meglio? Dovrei, poi, trovare il modo di nascondere la mia ipocrisia. Preferisco smettere e lasciare andare i pensieri. Preferisco non scrivere ciò che avrei dovuto dirti... prima! Ciao Papà.... (continua) Loris Marcato 24/11/2016 - 12:52 commenti 10 - Numero letture:1518
Opera non ancora approvata!
01/01/1970 - 01:00 commenti - Numero letture:
Questi ultimi vent'anni Sfogliando un album, trovo una vecchia foto di vent'anni fa. Siamo io e mia madre sorridenti e felici in un paesaggio meraviglioso e vibrante di colori, sembra un quadro di Matisse: da un lato i colori giallo-ocra della palazzina cinese, dall'altro un paradiso di fiori e alberi tropicali da togliere il fiato.
Lei, a sessant'anni è ancora una donna bellissima, indossa una gonna a fiori e una camicetta turchese. Un'immagine: io, chino sulle sue parti intime, intento a mantenere il grado di elasticità della sua pelle necessario a sconfiggere un nemico silenzioso e vorace chiamato "piaga da decubito". Il suo nome innocente riesce quasi a passare inosservato, ma è un mostro terribile in grado di divorare da un giorno all'altro i tessuti molli di un essere umano, per poi passare alle ossa. Chiudo gli occhi: (lei non è più di questo mondo). Vincent Corbo 29/04/2016 - 08:05 commenti 3 - Numero letture:1274
Questione di click! Presa la prima “cotta” alle scuole medie, non c' era altro modo per raggirare la timidezza se non scrivere qualche bigliettino ed infilarlo in mezzo al diario del biondo compagno di banco. Fogliettini minuscoli con scritto “ ti voglio bene” ed impreziosito tutto con un cuoricino scritto con la penna rossa.
Anche quello era una sorta di virtuale, ma di bello c'era che da un angolino della classe si poteva spiare la sua espressione imbarazzata quando apriva il diario e leggeva. Ed oggi? Oggi siamo negli anni della tecnologia avanzata, computer e cellulari tutto fare, pubblicità che stimolano la frequentazioni di siti d' incontri: “Ti senti solo? Inscriviti e troverai la tua anima gemella con un click!” Quando la solitudine si impossessa di una persona in questo periodo ed in questa società, non c'è altro modo di sopravvivere se non quello di aggrapparsi a questa arma a doppio taglio che è il virtuale. I ritmi giornalieri della maggior parte delle persone sono molto frenetici:riuni... (continua) Cristina Mecucci 24/09/2014 - 09:31 commenti 7 - Numero letture:1812
Questo è un bene «Ogni giorno ha ancora un sapore, e questo è bene.
Fin che ci saranno le stagioni, fin quando alla finestra si fermerà sulle sopracciglia e sulla barba la neve forse…» <…e perché, questo, sarebbe un bene> «Fin quando dalla finestra un barlume di sole scalderà ancora il viso, fin che resterà un solo giorno… almeno uno…» <Cosa vuole dire, si spieghi> «Quando si chiude il fine settimana e la porta di casa dietro ai miei figli, quando tornano dalla madre…» <Quindi si tratta di questo, i suoi figli. «Da sotto il cappello le cose sembrano diverse. <Lei parla di un buco, come metafora… o dovrei chiederle se fa uso di qualche tipo di sostanza…> «Quel buco prima o poi mi inghiottirà»
Mirko D. Mastro 12/09/2023 - 07:17 commenti 2 - Numero letture:555
Questo mondo, dove mi sono perso. Opera non ancora approvata!
FABIO RINALDI 28/05/2025 - 18:10 commenti 0 - Numero letture:60
questo non è un bene? <Parliamo del suo cappello>
«Se lo togliessi, avrei ancora un cielo da guardare» <…e questo non è un bene?> «Dovrei accettare che non c’è più… la mia precedente vita» <Accettazione…> «Non c’è altro da dire» <Oh, sì. C’è ancora molto. Ma, mi dica dei suoi figli> «Magari la prossima volta…» <…e di cosa vorrebbe parlare> «Sto perdendo anche il lavoro. Tutto si automatizza. Dopo 17 anni…» <E cosa farà… Ci ha già pensato?> «Credo mi adeguerò» <Accettazione> «Alla mia età non ti offrono un lavoro ad ogni angolo di strada» <E nella scrittura?> «Mi sento un fantasma, dottore» <Questo è un bene, nel suo campo i fantasmi guadagnano discretamente> «Magari solo per un momento…» <Che cosa?> «Se togliessi il cappello!? »
Mirko D. Mastro 14/09/2023 - 07:46 commenti 2 - Numero letture:558
Questo non è un racconto Questo non è un racconto: questa è la storia di Mikael.
Mikael aveva 25 anni e si guardava allo specchio. Osservava i prolissi capelli biondi che sfioravano le spalle, osservava gli occhi azzurri, simbolo indelebile delle sue origini scandinave. - Ah! non adesso Mikael, sbrigati che è tardi - pensò, ed in effetti era in ritardo per il lavoro. Si lavò la pelle candida ed in meno di cinque minuti era pronto. Canticchiava e osservava dalla finestra le foglie strascicate dal vento sull'asfalto. - Non sono tanto diverso io da quella foglia, o dolce il vento delle emozioni... - sussurrò probabilmente a se stesso. Si spostò in cucina, prese il pacchetto di Marlboro e si portò una sigaretta alla bocca, se la accese. C'era una fuga di gas, lui morì subito. Vi prego di non arrabbiarvi, d'altronde vi avevo avvertito: questo non è un racconto. Questa è la storia di Mikael, la storia della sua morte. Oh, la morte che cammina per i nostri viali, a volte è goffa e s'odono i suoi passi, a volte noi... (continua) Antonio Rossi 22/10/2015 - 13:42 commenti 3 - Numero letture:1262
Questo strano senso di niente Opera non ancora approvata!
Anonimo Anonimo 05/05/2017 - 21:26 commenti 0 - Numero letture:621
Qui dentro Qui dentro c'è un silenzio scandito da una luce sottile che filtra stancamente dalla finestra, si insinua tra le tende e le accarezza dolcemente vibrando in direzione dello specchio.
Qui dentro ci sono io, soltanto io, eppure sento un vuoto talmente pieno che ho le orecchie compresse come quando ci si tuffa in piscina per toccare il fondo con una mano. È un vuoto di cose che conosco, che rispetto, è il vuoto che si marginalizza in una camera da letto così viva e così antica; antica come tutte le camere da letto, perché quando dormiamo il buio si accende di spazi lontani e sconosciuti e quando ci svegliamo quello non è solo un altro giorno che si affaccia al balcone, quella è una rinascita. Me ne sto sdraiato come un Cesare a metà letto, chino su un fianco, lo sguardo in un punto della stanza, gli occhi languidi per la lunga meditazione e il riflesso delle piante in giardino; quest'anno la vite canadese ha il colore dell'assenzio e le sue bacche le stanno appese come brillanti ai lob... (continua) Marco Mitidieri 28/04/2023 - 10:41 commenti 0 - Numero letture:995
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