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Delirio misurabile

Il metro, utile strumento per centinaia di professioni ed indispensabile misuratore
per sarti consapevoli.
Anche i poeti ne usano uno, a volte anche di più, i musicisti, le guardie private
della notte ( bello come sottotitolo per il sequel di "Warriors" ).
Intendo che le guardie siano private, non che muoiano di sonno, anche se spesso
i due concetti si accavallano nel far west delle periferie.
Gli adolescenti maschi usano il metro per stabilire il proprio ed inimitabile rapporto tra pisello e personalità, le ragazze invece per improbabili calcoli geometrici con il fine della misurazione delle cosiddette " circonferenze lievitanti ", ah, la scuola, bei tempi...
A me bastava un righello spezzato, comunque...
Si diceva che il rapporto tra metro e pisello doveva " perlomeno " essere almeno 6 altrimenti si andava sotto peso, ed alle ragazze piacciono i ragazzoni...uuhh !
Nessuno ha mai pensato di inventare il metro truccato x difetto, a parte me, chiaro.
Questa misura di lunghezza ( il metro ) è utilizzata ogni giorno da molti pendolari,
ma soprattutto nei paesi anglosassoni se i pendolari tardano nel prendere questa misura devono poi adottarne un' altra, i piedi.
In Italia poi, a causa di scioperi frequenti, i piedi sono spesso più usati del metro.
La versione alcolica del metro è la birra al metro, molto più devastante della cosiddetta " pinta for freedom ", cioè la nona pinta, quella assassina.
Mi aspetto che inventino la birra al metro x litro...slogan " Bevi un solo litro e non fai
più un metro ! " oppure " Bevine un litro...tanto c'è la metro ! ". Mah.
Ma in fondo in fondo, al metro di birra soprattutto, un metro rimane un metro...e poi
si brinda...ah, i discorsi seri ai pub, che nostalgia discutere per ore al bancone di quanto apparisse più lungo un metro in verticale che in orizzontale, che stupore tra i miei compagni di bevute quando dimostrai che l' Everest non era niente più che la distanza tra Roncadello e Castrocaro...comunque.
Il metro è dunque un metro, preciso, lungo tanto così e non di più, che concetto inflessibile direi, a parte l' avvolgibile in metallo e quello di gomma per sarti.
" Un tanto al metro ", l' incerto dentro alla precisione scientifica.
Un pusher braccato mi fece questo discorso, lo capii con entusiasmo appena giunto a casa...beh, contenti tutti, anche se il giorno dopo mi venivano a trovare tutti con la scusa che non sapevano fossi amico del tipo. La coca al metro dopo la birra direi, analcolica e liofilizzata, pratica e per ogni tasca, del Parlamento forse.
Anche in Parlamento han dovuto fare i conti con un metro per eliminare i pianisti.
Parlo di quegli onorevoli con l' abitudine di aiutare i colleghi assenti nelle votazioni.
Più che pianisti sembravano aquile reali con un' apertura alare degna di misurazione! Che fosse il Parlàmetro ?
Ok, si dice che "ognuno abbia il proprio metro di giudizio", un doppio errore direi,
ma come, lo si fa lungo quanto si vuole e poi si pretende anche di giudicare?



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Racconto scritto il 18/07/2011 - 18:16
Da Andrea Castellini
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