RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutte le poesie pubblicate per argomento. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista delle poesie anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Racconti

     
 

16 Giugno 1944 - Prima Parte


Quella mattina, a causa dell'insolito comportamento di Cristi, che sembrava fare ogni cosa con una esasperante flemma, uscirono di casa quando il sole aveva già fatto capolino sulla linea dell'orizzonte.
– Ehi pulcino, – Gridò Fred per l'ennesima volta dal giardino – vuoi finirla di trastullarti?
Senza concedere risposta lei proseguì nel suo insolito tran tran, decidendo di uscire di casa e seguirlo, soltanto quando lo sentì sbuffare e borbottare alla sua maniera.
– Cos'avevi da gingillarti? – Chiese lui sentendola trotterellare dietro di se e voltandosi a guardarla
– Nulla! – Rispose lei arrestandosi – Dai cammina
Da allora e per l'intera mattinata non si scambiarono una sola parola. Fred riprese a trascinare con il trattore le grosse radici estratte dal terreno il giorno precedente, mentre Cristi proseguì nella concimatura del campo sotto la collina.

(Per la verità era già accaduto che il lavoro li separasse per l'intera giornata, ma mentre le altre volte lei trovava sempre... (continua)


m c 22/11/2015 - 09:33
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16 Giugno 1944 - Quarta ed ultima Parte


Il suo gemito lacerò l'aria, sollevò le braccia per buttarle al collo di Fred, ma lui si voltò.
Cristi era disorientata, avrebbe offerto la vita se soltanto gliel'avesse chiesta... ma lui la scacciava. Il suo cuore non riusciva a comprendere. Avrebbe voluto urlare, farsi del male e invece scivolò in ginocchio e pianse come non aveva mai fatto.

Fred le voltava le spalle.
– Non togliermi la vita Fred... io appartengo a te – Singhiozzò osservandolo piegarsi a raccogliere qualcosa
Lui parve non udirla e lei, con una soffocante sensazione di orrore, lo vide raccogliere la pipa (La stessa che gli aveva regalato il primo Natale) e frantumarla tra le sue enormi mani.
– Nooo! Non farlo – Supplicò mentre lui aprì le mani lasciando scivolare sull'erba la pipa ridotta in pezzi.

Qualcosa di estremamente doloroso originò in lei una violenta vertigine. Una pena intollerabile le annebbiò la mente e per alcuni istanti volle credere che stesse sognando. Poi, scossa da singhiozzi di disperazion... (continua)


m c 25/11/2015 - 11:25
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16 Giugno 1944 - Seconda Parte


Per un po' gironzolò nella sala, poi, non riuscendo a trovare la calma che avrebbe desiderato, andò in cucina a lavare i piatti.
Pochi minuti più tardi Soffio interruppe il suo daffare per reclamare l'apertura della porta della veranda e quando poco dopo rientrò fece il solito giro della cucina per controllare che la ciotola fosse ben vuota, quindi scodinzolando soddisfatto prese la via delle scale. Chiusa nuovamente la porta Fred salì di sopra e passando davanti la camera di Cristi si affacciò per sentire se avesse bisogno di qualcosa, ma lei già dormiva abbracciata a Soffio.
Entrò in punta di piedi andando a sedersi in fondo al letto. Poi, quando capì che riposava tranquilla lasciò la stanza mormorando
– Dio dalle tutta la forza di cui avrà bisogno
Le prime ore di quella interminabile notte furono per lui le più difficili da trascorrere. Rimase disteso sul letto con gli occhi sbarrati sul soffitto tentando di contenere la valanga di sensazioni che lo turbavano.
Mille volte riv... (continua)

m c 23/11/2015 - 11:08
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16 Giugno 1944 - Terza Parte


– Scusami! – Si affrettò a soggiungere lei – Non farci caso, perdo sempre l'occasione per stare zitta
– Perché vuoi saperlo?
Lei scrollò il capo – L'ho chiesto senza pensare
– Tu non fai mai nulla senza prima pensare. Perché t'interessa?
– Curiosità. Sai bene che sono una ragazza molto stupida e molto curiosa
– Curiosa si, ma non stupida. Quella domanda ha un preciso contenuto
– Beh, io...
– Tu cosa?
– Non ne parliamo più, va bene?
– Se vuoi, ma mi dispiace che si cominci proprio ora ad avere segreti
– Ma cosa dici, dai smettila, non ci sono segreti tra noi
– Ne sei certa?
– Si, – Sussurrò lei annuendo – e tu non correre con la fantasia. È stata soltanto una domanda. Sai come sono fatta
– Proprio per questa ragione vorrei che approfondissimo l'argomento
– Hai ragione tu, è ora di andare a dormire. Possiamo riparlarne un'altra volta?
– Sai cosa penso?
– Lo so, stai pensando che sono davvero cambiata. E invece non è vero! Sono sempre il tuo pulcino
– Allora perché ho ... (continua)

m c 24/11/2015 - 11:18
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Opera non ancora approvata!

01/01/1970 - 01:00
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2369 Malinconia


L’alba sale su questa distesa di cemento che una volta era la terra.
Il sole timido non vorrebbe più uscire, non c’è più nulla che valga la pena illuminare se non l’ignoranza dell’uomo, l’uomo.
Cemento, mari e deserti adibiti a immensi centri commerciali, cosa devono vedere ancora i miei occhi chiusi per millenni?
Una volta c’èrano gli oceani, inquinati, ma c’èrano.
Oggi gli unici parchi verdi sono di plastica, mandano profumi artificiali simili agli originali, nel mezzo ci sono delle enormi pozze, dove si deposita l’acqua piovana.
2369 una volta si chiamava Terra, oggi Malinconia conta una popolazione di meno 100 milioni, sparsi qua e là, tra il cemento armato.
Un tempo si scavava per il petrolio o per trovare dell’acqua, oggi si scava per trovare la terra.
Le giornate che non sono più giornate, si passano ad ascoltare le urla lontane, tra gli spazi di queste aree.
Se prima eravamo soli, ora lo siamo completamente.... (continua)

Johnny Cianf 08/12/2016 - 12:54
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A quale chilometro siamo?


Dopo una stressante giornata in ufficio, questa coda di automobili è come la ciliegina sulla torta.
Piove a dirotto, la visibilità è scarsa. Il termometro del cruscotto segna cinque gradi sopra lo zero. L’umidità si aggiunge al freddo. Così lui è costretto a tenere i finestrini chiusi. Il dispositivo di riscaldamento però ha qualche inconveniente, non può essere regolato più di tanto; e l’aria, nell’abitacolo, sta diventando sgradevole.
Ugo Masi non vede l’ora di arrivare a casa. Ma deve percorrere quei ventisette chilometri di strade suburbane, tra svincoli, segmenti di tangenziale, rotatorie, rampe d’accesso e di uscita. L’accidentato percorso richiede il suo tempo.
- Se prendessi l’autostrada? - dice a voce alta. - Forse me la sbrigherei prima…
Davanti a lui, sopra l’interminabile colonna di autoveicoli, campeggia il cartello verde, con le direzioni principali.

Adesso corre sul largo nastro d’asfalto bagnato. Diluvia.
Pensa di avere fatto la sce... (continua)


Giuseppe Novellino 11/05/2016 - 18:11
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Ad un passo da giù


L'Invasione tenebrale dal ciel scendeva per giudicar l'operato; nessun più si sarebbe salvato.

Quel vortice dal ciel speranze risucchiava. La terra si scuoteva, l'oscurità avanzava, la morte si avvicinava. Il monaco sorridea, dalla paura piangea. Terrore e distruzione, angoscia e malumore, l'uomo del presente con l'uomo del passato, un tempo ormai andato.
Gli occhi dell'Alto scrutavano dal basso, quella moltitudine di gente oramai così inerme. Prepararsi alla battaglia solea pensar. Ma sta volta il mondo sapea; tutto era diverso.
L'orizzonte ormai al tramonto cadea in un gran botto; case e chiese, chiuse e tetre, stavano al tremor. Il tonfo dell'uomo era pronto a salir; fin su in cima alla storia dovea ubbidir.
Certezze crollar, pareti sgretolar tumulti di pace. Lampi freddi e neri si facea sempre più seri. Alti tuoni grossi rimbombavano nei fossi, colmandoli di terrore.
L'arrivo ad un tratto sembrava più vicino, e la notte ormai alle porte servitrice della morte.

Così... (continua)


Mirko Rossi 07/10/2019 - 13:25
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Adagio non troppo


ADAGIO NON TROPPO

Adelmo adorava Brahms. Io, invece, sono sempre stato un fanatico del barocco. I nostri gusti musicali erano divergenti. Per il resto andavamo molto d’accordo, amici fin dal liceo.
Quella tragica sera mi aveva invitato a casa sua per ascoltare qualcosa insieme.
Non era insolito il vedersi dopo cena, però mi aveva colpito quel suo desiderio impellente di seguire, in mia compagnia, la seconda sinfonia di Brahms in re maggiore. I nostri incontri serali, mai più di una volta ogni due o tre settimane, erano di solito dedicati al cinema, a qualche conferenza o concerto. Se capitava di trovarci in casa, era solo per fare quattro chiacchiere. Lui era scapolo, io divorziato da due anni. Potevamo, quindi, disporre a piacimento del nostro tempo e dei nostri spazi.
Eravamo seduti da un bel momento, uno di fronte all’altro accanto al caminetto, quando Adelmo disse:
- Se non ti va, dimmelo.
- Per andarmi mi va, credimi – lo tranquillizzai b... (continua)

Giuseppe Novellino 12/01/2016 - 12:24
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Affidate al vento


Eppure eri lì, i miei occhi seguaci dei tuoi passi, i miei orecchi attenti raccoglievano i tuoi sussurri, il mio corpo parafulmine delle vibrazioni che inconscia spargevi camminando...
Quello che mostravi in pubblico era un'interpretazione artefatta dei sentimenti, delle emozioni, quelle che una come te non dovrebbe mai lasciar trapelare, perfetta nel tuo ruolo, eccelsa nella compostezza, regina incontrastata di un regno solido poggiato su un cuore che della catena aveva fatto la sua torre più impervia. Altri bevevano alla fonte della tua recita dissetandosi dei tuoi gesti fermi, della tua algida presenza, solo lo sguardo dell'amore poteva travalicare il pendio scosceso per arrivare alla finestra più in alto e lì in una crepa del muro da te alzato, io, innamorato ho scorto una striscia di fertile terreno in mezzo a tanto decantato deserto. Ho sentito timida, inciampare la tua voce in un saluto, a me concesso solo per obbligo, ed ho colto, come il nitrito di un cavallo libero il suss... (continua)

Grazia Giuliani 08/01/2019 - 19:31
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