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Libri

I miei libri sono pieni di polvere, stanno invecchiando. La casa degli spiriti, ricordo vagamente quando lo acquistai alla Feltrinelli, l'eccitazione che provai nel leggere le prime pagine. La nascita di una grande scrittrice dall'altro capo del mondo. Leggere un libro è un'esperienza quasi mistica, innamorarsene e rileggerlo, proteggerlo come si fa con i bambini.
Come mi innamorai della coscienza di Zeno, di quelle quattro sorelle con il nome che inizia con la lettera A... Ada, Alberta, Anna, Augusta. Entrare nelle atmosfere del libro più avvolgente della letteratura italiana, scoprire pagina dopo pagina qualcosa di nuovo, di eccitante, sentirsi parte di un mondo più reale della stessa grigia realtà.


Perchè piace tanto il Grande Gatsby? Per la sua aura di decadenza o per i suoi personaggi quasi dannati, certo è che bisogna leggerlo e rileggerlo e più si legge, più si percepisce che qualcosa sia rimasta in ombra, che bisogna scavare ancora. L'avrò letto una decina di volte quel libro e ogni volta trovo qualcosa: frammenti di vetro, cenere, distruzione.


Uno dei miei preferiti è Kafka, il Castello mi fa letteralmete impazzire, cosa c'era nella testa di questo autore? Quali strani insetti scorrazzavano tra i suoi neuroni? L'incubo è sempre qualcosa di naturale, niente di eclatante, solo il cammino dell'uomo che si riscopre solo, solo, perennemente solo con i propri fallimenti.


Poi un giorno, verso il 1995, mi colpì la copertina rossa di un libro giapponese dal titolo Tokyo Blues. Insomma, lo comprai e lo lessi con piacere. Da allora, lo tengo come una cosa preziosa, la sua copertina rossa è abbagliante. L'autore si chiama Haruki Murakami, è stato amore a prima vista, un colpo di fulmine.


Chissà dove saranno finiti i libri di Pirandello che leggevo quando andavo a scuola... Uno, nessuno e centomila e il Fu Mattia Pascal furono i miei preferiti... come avrei voluto essere Mattia Pascal! Per molto tempo divenne il mio eroe, l'uomo che muore e risorge in un'altra vita, in un altro luogo. Pirandello e la Sicilia... un albero nodoso, contorto, che negli anni è maturato male, che ha dato frutti insani ma che, allo stesso tempo, rifulge di una bellezza oscura. Per molti anni andai in vacanza in quei luoghi, ad osservare il mare che lui osservava, a fare castelli con la sabbia che lui calpestava. Ma non ho trovato altro che i suoni e gli odori di una terra sprezzante e schiva.




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Racconto scritto il 18/04/2016 - 09:53
Da Vincent Corbo
Letta n.1477 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


I classici sono libri che difficilmente deludono, hanno superato molti esami, compreso quello più arduo: il tempo. Così è per Svevo e Pirandello, come anche per Fitzgerald e Kafka. Un saluto

Luciano Bellesso 19/04/2016 - 01:39

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Leggere il tuo racconto e come entrare nella mia libreria, "la casa degli spiriti" di Isabel Allende un libro che ho letto tante volte e cosi gli altri suoi...Kafka "La metamorfosi" un libro speciale...Bello leggere, apre la mente...Buona serata

margherita pisano 18/04/2016 - 21:49

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Faccio mio questo tuo racconto, visto che le tue impressioni sono anche le mie! A parte "Il castello" e "Tokio Blues", ho letto anch'io gli altri titoli da te citati. Per quanto riguarda "Il grande Gatsby", ho ancora negli occhi le immagini del film del '74! Buona serata e buon inizio di settimana,

Chiara B. 18/04/2016 - 18:19

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