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Titolo

Una volta un povero viandante dal nome inutile attraversava le inospitali valli del Sud sulla sua sgangherata carovana. Io viandante non era solo viandante, ma molte altre cose: padre, figlio, marito ma, cosa più importante, mercante. Il mercante dal nome inutile era men che meno un cinghiale e non indovinerete mai, ma sua moglie era un cinghiale anche lei. Il suo migliore amico invecere era un rospo, dal nome difficile. Il suo migliore amico rospo lo aveva indirizzato verso questo posto molto lontano dal nome imprecisato. Questo posto molto lontano dal nome imprecisato sarebbe stato per il cinghiale dal nome inutile un ottima fonte di guadagno per la sua famiglia, a quanto diceva il suo migliore amico rospo dal nome difficile.
In un turbinio di moscerini il nostro cinghiale continuava a viaggiare e viaggiare e viaggiare quando incontrò una pecora. Questa pecora era in mezzo alla strada e gli bloccava il passaggio, come fanno in effetti tutte le pecore, o per lo meno come fanno tutte le pecore di quel mondo. Il cinghiale fermò la carrozza e urlo alla pecora: "cosa ci fai in mezzo alla strada!?" E la pecora rispose "anche tu lo sei!" "Ma io sto viaggiando!" E la pecora "hai proprio ragione, mi sposterò, ma puoi accompagnarmi da un'altra parte?". Il cinghiale la fece salire e la carovana andò avanti per il suo tragitto. Che strani personaggi quelli che abitano il pianeta dal nome sconosciuto.
In un turbinio di moscerini il nostro cinghiale continuava a viaggiare e viaggiare a viaggiare quando non incontrò nessuno. Decise quindi di non fermarsi e di continuare nella sua direzione.
In un turbinio di moscerini il nostro cinghiale continuava a viaggiare e viaggiare a viaggiare quando incontrò una femmina di passero. La passera stava viaggiando volando lungo la strada e quando il cinghiale le passò sotto e si fermò e le fece una domanda: "dove sta andando di bello, bella passera?" "Vado in un paese molto lontano dal nome imprecisato, tu dove vai?" "Anche io vado in un paese molto lontano dal nome imprecisato!" "Chi ti ha suggerito di andare laggiù?" "Il mio migliore amico dal nome difficile! È un rospo!" "Rospo? Non esistono molti rospi in questo pianeta dal nome sconosciuto! Ma tu come ti chiami?" "Non importa, il mio nome è inutile." "Il mio è ridicolo, quindi non te lo dirò". "Vuoi viaggiare con noi? Le tue ali si staccheranno per la fatica prima di arrivare!" "Va bene, mi appoggerò vicino alla pecora. Tu come ti chiami" "Non ha importanza, non sono più in mezzo alla strada".
In un turbinio di moscerini il nostro cinghiale continuava a viaggiare e viaggiare a viaggiare quando incontrò un caliolino. Era un caliolino perché il correttore di questo mondo dal nome sconosciuto funziona male con i cani e quindi niente cagnolini. Che disdetta. Va beh, continuiamo. Il caliolino si stagliava in mezzo alla strada e interrogò il cinghiale "cinghiale, da dole viei?" "Come hai detto?" "O detto da dove vieni?" "Ho si scrive con l'"h" davanti!" "Come fai a lescere quello che scrivo?" "Mangio tante carote" "ma non sei in coniglio" "l'hai detto". "Sei curioso, come ti chiami?" "Oh il mio nome è inutile e il tuo?" "Il mio è sbagliato , quindi non te lo dirò. E i vostri, quali sono?
"Il mio è ridicolo" rispose la passera.
"Io non sono in mezzo alla strada" aggiunge la pecora.
L'animale di cui non ricordo più la razza salì sopra e il cinghiale, la passera, la pecora e il caliolino ripartirono.
La carovana dei 3 animali avanzava imperterrita. Il cinghiale, la pecora e il caliolino si guardavano intorno e si misero a discutere su quale fosse più utile tra la virgola, il punto e un'ascia di gesso. La conversazione era accesa e i punti a favore per ogni teoria erano presenti in tutti e tre i discorsi. "La virgola permette di orientarsi durante una frase, senza di lei perderemmo velocemente e senza pause, impiastricciandoci!" "E il punto? Non si capirebbe quando qualcosa termina e finisce, non potremmo separe i discorsi" "io ho un'ascia di gesso!" "E poi, tra l'altro, la virgola è femminile, come me" puntualizzò la passera. "Il punto è maschile come me" disse il caliolino. "Chi guida?" Disse il pollo?
Spam!
In un turbinio di moscerini il nostro cinghiale continuava a viaggiare e viaggiare e viaggiare quando vide in fondo alla strada stagliarsi la città con il nome indefinito. "@!" Urlò il cinghiale! "Ma oggi è venerdì!" Di venerdì le città con il nome indefinito non sono aperte, quindi il cinghiale dal nome stupido di girò, superò le carcasse del caliolino dal nome sbagliato, della passera dal nome ridicolo , della pecora che non era in mezzo alla strada e si diresse dal suo migliore amico rospo dal nome difficile. Che strane cose succedono nel pianeta senza nome. La passerà si chiamava Giovanna.



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Racconto scritto il 09/10/2016 - 19:36
Da martino colombo
Letta n.190 volte.
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Commenti


Veramente stravagante come storia favola

Luca Di Paolo 10/10/2016 - 11:05

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