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4/6/2006.-Morto che parla.

Adesso vi racconto la mia storia, che non è “che fantastica storia la vita”
ma è storia vera e ve la racconto in men che non si dica.
Si dice che ero un bell'uomo e andavo al mare,
non sapevo più di una lingua, però sapevo nuotare e andavo in alto mare.


Quando di anni ne avevo quarantotto
una grossa moto mi ha messo sotto
e sono morto;
ma nessuno se n’è accorto.


Adesso che di anni ne ho cinquantotto
è da quasi dieci anni che sono morto
(e guarda caso, che combinazione, fra un mese ci sarà la mia commemorazione)
e quando vado a passeggiare al lungo corso come facevo prima,
la gente del posto, mi chiama “morto che cammina”
e se vado al mare e parlo con i pescatori,
per la gente del porto, io sono un “morto che parla”.
Non è per caso che mi avete confuso con Lucio Dalla?



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Poesia scritta il 06/05/2016 - 23:08
Da francesco la mantia
Letta n.1807 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


😂 troppo simpatica! Rinasci, sei fortissimo!!

Alice Lamantia 25/05/2016 - 14:46

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Piaciuta e molto ironica mi ricorda la mia "LA LUCE NERA".Bravo

Giuseppe fortunato 09/05/2016 - 15:06

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