Il paese che aspetta il mio ritorno
Dopo anni di fumo e di città, tra strade estranee e giorni senza fine, ritorno dove il cuore sa la via, dove il vento mi chiama per nome.
Ritrovo case chiuse e abbandonate, porte ormai mute, finestre senza luce, e strade vuote, un tempo affollate, dove il silenzio ogni passo conduce.
E bambini silenziosi, lungo il viale, sembrano cercare giochi ormai lontani; un paese che respira piano e male, con i ricordi stretti tra le mani.
Lascio i miei figli oltre quelle mura, ma non li lascio mai dentro al mio cuore; li porterò con me, nella distanza, come una luce che non muore mai.
Aspetterò l’estate, lenta e chiara, quando il sole farà ritorno al monte, per stringerli ancora, anima cara, e ritrovare il loro amore in fronte.
E qui, tra case antiche e cieli d’oro, ritrovo ciò che il tempo non ha spento: il mio paese, i figli, il grande amore, e quel filo che ci lega… oltre il tempo.
Ritrovo case chiuse e abbandonate, porte ormai mute, finestre senza luce, e strade vuote, un tempo affollate, dove il silenzio ogni passo conduce.
E bambini silenziosi, lungo il viale, sembrano cercare giochi ormai lontani; un paese che respira piano e male, con i ricordi stretti tra le mani.
Lascio i miei figli oltre quelle mura, ma non li lascio mai dentro al mio cuore; li porterò con me, nella distanza, come una luce che non muore mai.
Aspetterò l’estate, lenta e chiara, quando il sole farà ritorno al monte, per stringerli ancora, anima cara, e ritrovare il loro amore in fronte.
E qui, tra case antiche e cieli d’oro, ritrovo ciò che il tempo non ha spento: il mio paese, i figli, il grande amore, e quel filo che ci lega… oltre il tempo.
Poesia scritta il 02/10/2026 - 14:11Letta n.1 volte.
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