Pamela la tua luce hanno spenta per sempre
tu così bella così splendente,
tormentata da chi non ti voleva bene
tu così stupenda dolcissima,sempre presente
Pamela il tuo sorriso spento per sempre
tu che avevi tanti progetti in testa.
Chi ha alzato con violenza la mano su di te possa scontare la pena più terribile che c'è.
La giustizia deve capire che le donne sono
da proteggere fino alla fine
basta con le violenze ,
basta con l'odio,le donne vanno
abbracciate senza timore
senza nessun dolore.
Tu Pamela che non hai avuto scampo per mano di chi non ti amava tanto.
Pamela il tuo nome risuona nel cielo blu
la stella più bella sei tu.
Ogni giorno il tuo nome
sarà gridato ,tu sei un angelo del Creato.
Tutti sapevano, tutti ascoltavano
ma a te chi ti ha aiutato?
Nessuno ha ascoltato il tuo grido di aiuto
nessuno ha fermato quell'uomo così odiato.
Pamela dolce creatura,
stella infinita nel cielo blu
giustizia attendiamo
tu non sarai mai dimenticata....
(continua)
Splendide giornate d’autunno,
l’aria è tersa, cristallina;
il cielo pulito dall’afa estiva
saluta le rondini che se ne vanno…
lontano.
L’erba ha ripreso il verde
perduto con la calura dell’estate.
I fiori riscoprono nuova primavera
prima dell’addio, che presto verrà.
L’arrivo del pettirosso
annuncia il grande riposo
che si stenderà,
come la coltre di foglie morenti....
(continua)
Non si fa altro che parlare
di intelligenza artificiale.
Si gioca ad essere lungimiranti,
cercando di immaginare
il futuro che verrà.
Eppure, una domanda resta immutata:
orologi indietro o avanti?
Solare o legale?
Domani che ora sarà?
Nella società che si mette
a discutere di evoluzione,
basta uno spostamento di lancette
per generare confusione.
Fortunatamente, per evitare all'uomo
di affrontare un evento
evidentemente proibitivo,
ad impostare l'ora
penserà autonomamente
il dispositivo....
(continua)
Caput undecimum
La sesta stanza
-L’unica cosa che gli angeli ci invidiano
La sera prima della partenza di Christopher per Edimburgo, da oltre il crinale Edgar aveva deciso di scendere in paese per rifornirsi di cibo e bevande.
Con la sua andatura dinoccolata pareva un omino di pan di zenzero che si strofinava a grandi passi alle foglie di cannella.
E a grandi morsi trangugiava wafer uno via l’altro, annusando inebriato l’incarto.
< Ciao signore… mi piacciono tanto i wafer > una bambina vestita di amaranto, seduta su di un cippo muschioso.
<<Ciao, prendine uno>> Edgar cercando di scantonare.
< Signore, me ne dai un altro? >
Bloccandosi, visibilmente contrariato
<<Tieni la confezione, ma ora torna a casa>>
< Domattina il mio buongiorno avrà i capelli che profumano di latte e cacao >
Già ripartito, e di spalle
<Grazie. Devo dirti ancora una cosa, Edgar…>
Con le gambe impietrite e il cuore d... (continua)