Lo disse lei e io ci credetti, appena stanca di un giorno senza sonno e senza veglia, lo disse lei che si sedette accanto e dalla borsa prese un quaderno ed una penna appesa e al mio fianco iniziò a scrivere, perché sbirciassi sulla sua vita stesa d'inchiostro nero, assicurando le parole all'intenzione di rischiarare ogni più piccola ragione.
Chi scrive è seta, mi disse alla fine di un pomeriggio vissuto lento, e dagli occhi sembrò istruire quel che dovevo fare, lei, che si sedette accanto, inconsapevole a quante ali i suoi occhi avrebbero insegnato a volare.
Ciao Carla, avrò cura.
Carla Maria Pellegrini amava questo posto, fu lei nel 2017 a dirmi "Secondo me, Oggi Scrivo, potrebbe piacerti"...
lei è morta stamattina.... (continua)
In una notte fredda e nebbiosa, un ladro di mezza età alle prime armi stava esaminando le case in fondo alla via.
Il vento gelido gli accarezzava i capelli, le orecchie gli facevano male per l'otite non curata, ma la voglia di rubare era più forte di quello che pensava.
Fece un sospiro ed iniziò ad arrampicarsi su un balcone non troppo alto, la nebbia stava aumentando.
Appoggiò male il piede, la testa gli girava forte e così cadde.
Si svegliò ed era ancora lì a testa in giù, i cervicali erano spariti, si era dimenticato che lui era un pipistrello!...
(continua)
Capitulum septimum
La terza stanza
-Sogno l’onnipotenza della scrittura, e poi scrivo il mio sogno
(voce narrante)
Tra le persiane accostate, il temporale stanotte ha qualcosa di sinistro.
E’ come se nell’intervallo tra un tuono e l’altro il riverbero sulle pareti mormorasse
‘ Nel quadro fuori dalla finestra… osserva l’idea della verità per mezzo del falso ’
Forse non è che nella mia penna…
E di nuovo quel sussurro
‘ L’aria che si vede in quel quadro non è respirabile ’
Non volevo che l’agente letterario mi trovasse, non ero ancora pronto.
Samaèl non era pronto.
Dovevo fare qualcosa.
La mia scrittura forse avrebbe potuto fare qualcosa…
Ma torniamo a Christopher.
L’avevamo lasciato appeso tra i salici come uno straccio sgocciolante, con la schiena appoggiata alla ruota della vettura a noleggio, piangente dalla fronte.
<Che ti è successo, forestiero!? Credo tu abbia corso più di quanto il tuo angelo custode possa volare…> un uomo ... (continua)
Dalmasso, funzionario sabaudo, non aveva mai visto quell’oggetto; lo guardò bene ma proprio non capiva neanche a cosa potesse servire.
Provò a chiedere anche ad altri colleghi impegnati nel censire gli oggetti della reggia, ma anche loro non sapevano cosa scrivere per classificare quella “cosa”.
La forma tondeggiante e quelle strane zampette lo classificavano come un contenitore, ma di cosa? Cosa c’era che potesse giustificare quella forma allungata, quale oggetto poteva contenere?
Alla fine, non sapendo di cosa si trattasse né a cosa servisse, in accordo con i colleghi, lo catalogò come “oggetto per uso sconosciuto a forma di chitarra".
Il conquistatore conobbe, nella reggia di Caserta, il “bidet”....
(continua)