Zoppicavo su qualcosa che stava dove non doveva stare, un'estate soffiata tra capelli lunghi di salsedine al cielo d'isola dal vento.
Una nuvola, l'unica, di cotone e ombretto rosa mi ha ricordato la docilità del suo viso poi, quasi reale, la tenebra me l'ha portata via.
Così ho ucciso la notte.
Un altro périgord di assenzio.
Evoluzioni come di funambolo… mento sul corrimano del poggiolo, un dente all'ardesia.
Il sonno
(da Caldolana, Dominique Noir alias M.D.Mastro)... (continua)
Non sono digiuna di natura,
anzi,
ma il camminare in montagna è tutta altra cosa.
Prati verdi, profumati,
di un profumo che quaggiù si è dimenticato;
torrentelli di acqua cristallina,
allegra,
che salta di masso in masso,
a formare cascatelle o pozze fresche
ed invitanti contro la calura.
Contrade avvolte nel silenzio
con case che riprendono vita
e altre lasciate all’oblio.
Freschi gerani a dire che
lì la vita è ritornata,
anche se per poco,
giusto il tempo delle vacanze.
Capitelli, oratori e memorie
di una guerra lontana,
poi fresche fontane che invitano al ristoro…
I nitidi rintocchi della campana
del piccolo campanile
ci dicono che è ora di ritornare,
un saluto a chi sotto il portico
sta scambiando quattro chiacchiere
e alla vecchina dai bianchi capelli
affacciata alla finestra incorniciata dai gerani.
Nel ricordo il profumo del fieno
adagiato in campi che si ritagliano spazio
tra macchie di orchidee selvatiche....
(continua)
Sono rimasto imprigionato nel verde
di una foresta,
livido accenno al riflesso di me stesso
dentro i tuoi occhi.
Non potevo muovere un muscolo,
mentre il colore delle tue iridi
tingeva la mia vita,
il cielo grigio sopra noi
era una cappa pronta a schiantare
davanti l’intensità del tuo abbraccio
così forte così intenso
da tradire l’esile forma
delle tue braccia,
che cada la pioggia!
L’acqua di questa malsana
primavera non farà marcire
quella tela di ragno
in cui mi hai dolcemente attirato
in cui io mi sono fatto attirare,
ti vedrò danzare tra i fili intrecciati
dal nostro desiderio
che fendono l’oscurità
con il sottile bagliore
della nostra vita.... (continua)
C’è posta per te
Ti volevo dire… tutto quello che non ti ho mai detto.
Ti ricordi quando tu volevi andare…
e io pure volevo andare?
Tu mi hai detto: “Due minuti!”
Io… non te l’ho mai detto.
E quella volta che tu volevi andare al mare
e io in montagna…
poi siamo andati…
Tu mi hai detto: “Due minuti!”
Io… non te l’ho mai detto.
E quando volevi andare al cinema
e io a vedere la partita…
e poi siamo andati…
Tu mi hai detto: “Due minuti!”
Io… non te l’ho mai detto.
E quando mi hai chiesto se potevi restare,
andare, poi tornare…
e poi siamo andati…
Tu mi hai detto: “Due minuti!”
Io… non te l’ho mai detto.
Ma adesso te lo dico:
non ce la faccio più ad aspettare!!!... (continua)