Le aveva fatto paura la parte taciturna di P. , iniziale del nomignolo che gli aveva dato.
Anche se lui avrebbe detto epiteto, solo perché in quanto scrittore lo affascinavano le parole o per quella consonanza imperfetta con epitaffio; lui che aveva tenuta per i fianchi la morte, ma nemmeno lei lo aveva voluto accanto.
Quella sua non era introversione, ne era consapevole, ma un lato oscuro.
La donna intimorita è F. , prima lettera di come lui amava chiamarla.
Ma non era solo questo, lei sarebbe potuta essere l'inizio di qualcosa.
19/4/26
(da In divenire, M. D. Mastro)... (continua)
Ognuno nasce libero
ed appartiene soltanto a sé stesso.
Dell'altro
possiamo conquistare il cuore,
ma non recintare la libertà
o limitare le scelte.
Due vite che si amano
sanno stare anche lontane,
avendo la capacità di riapprezzarsi
nel momento del ricongiungimento.
Non c'è senso di soffocamento,
perché due vite che si amano,
sanno come si respira insieme.
La violenza non nasce nel gesto,
ma da un errato atteggiamento,
dalla non accettazione
dell'autodeterminazione,
dall'idea di possesso,
dalla carenza di rispetto....
(continua)
Nel Ricordo di Agnese
La madre di Agnese non si era mai dimostrata affettuosa, nonostante fosse la sua unica figlia. Il padre, al contrario, la adorava, ma le sue lunghe assenze per motivi di lavoro, che lo portavano anche all’estero, lo rendevano poco presente a casa. In cerca di affetto al di fuori della sua famiglia, Agnese si rivolse alle amiche, ma queste non potevano certo colmare la mancanza di amore che provava da parte di sua madre, una persona fondamentalmente egoista.
L'unico consiglio che la madre le dava riguardava le relazioni: raccomandava ad Agnese di non restare incinta e di usare la pillola anticoncezionale. Se un giorno si fosse trovata in una simile situazione, la madre non avrebbe offerto alcun aiuto e non era affatto interessata a fare la nonna. Fino a quel momento, tuttavia, i ragazzi non la interessavano: Agnese si dedicava totalmente allo studio e si sentiva soddisfatta dei suoi risultati, che erano eccellenti in ogni materia. Gli insegnanti, entusiasti dei s...
(continua)
Fu illuso dal boom degli anni ottanta sulle nevi del suo Appennino, quando sembrava che per lui si aprissero “le magnifiche sorti e progressive”.
Maestro di sci, ambito dalle turiste dei numerosi alberghi, non si poteva abbassare alla vita e alle donne della piccola frazione.
Aspirava a ben altro!
Furono le successive crisi a far diminuire lentamente l’afflusso turistico e con esso i successi personali.
Lo tradì l’illusione delle settimane bianche, nella quale visse anche la sua vita quotidiana; il tempo lo consumò come il sole scioglieva la neve ogni primavera.
Si ritrovò a dividere il resto della vita e la Punto verde con la sorella, come un vecchio prete....
(continua)