Caput primum
Il cippo fuori Varsavia e la comparsa di Samaèl Propinquus
Con l’alba di un altro due di novembre una fitta coltre di nebbia investì il vetro anteriore dell’autoarticolato amaranto che percorreva la statale oramai da una buona mezz’ora, costretto alla deviazione da un incidente nel quale al ragazzotto alla guida parve fosse coinvolta sola una Volga nera.
Forse un prete, o ciò che ne restava pace all’anima sua, alla guida.
Ma avrebbe giurato di aver visto una suora nel cartoccio del lato passeggero.
Allan17 amava il profumo di cannella e zenzero di Varsavia a quelle ore del mattino, ma anche per un omone giulivo di centottanta chili un sudario sul parabrezza era motivo per perdere il sorriso.
Procedeva quasi a passo d’uomo da un po’ con il finestrino abbassato che invitava l’aria pungente a schiaffeggiargli il viso così da rimanere sveglio, quando sul bordo della strada gli parve di scorgere una figura vermiglia.
Pensò a un fantasma, e scoppiò in una... (continua)
Un breve viaggio con te,
in treno verso Milano.
Ti appoggi con la tua testa
sulla mia spalla,
riposi, dolce piccola figlia mia.
Il mio cuore viaggia nel passato,
da quel giorno che ti ho raccolta
e portata via con me...
Quanti ricordi, quanti momenti passati con te,
mi sale la nostalgia a pensarti grande,
a Milano, al Politecnico...
Ti voglio bene, piccola mia,
ti voglio bene, ilaria.
Non ti dimenticare mai di chi ti ama cosi tanto,
il tuo papà....
(continua)
Prefazione
…mentre dormiamo a fianco ai nostri angeli qualcuno conversa
con le loro anime.
Qualunque cosa facciate veglierà su di voi, l’ansia
(Samaèl Propinquus)
Quando il sole si corica
con le preghiere dei bambini
apparirà,
astratto fumo dai tanti camini
Arrotolandosi le maniche,
in un completo scuro attenderà chi lo voglia raggiungere.
Allenterà il nodo alla cravatta… lasciandovi
cadere la giacca sulle spalle, dimesse figure melanconiche.
Chi è Samaèl Propinquus?
Lo scoprirete presto… se non vi guarda già dormire
di Dominique Noir alias M.D. Mastro... (continua)
Preambolo
Quando le persone alle quali teniamo sognano al sicuro, nel torvo la mente raggiunge le impressioni che scricchiolano sulla candela accesa con quei pensieri che, appesi alla matita, di notte si smorzano.
Chiude gli occhi lo scrittore per trattenere la genialità della fiamma, che spegnerà per sua indole il vento.
Fanno quasi spavento le tenebre mentre abbassano le palpebre anche le ultime finestre.
Le parole si impadroniscono della mente come un inquieto abbaio… poi, torna il buio.
E scorrono dalle vene alla carta urtandosi in un passaggio di fortuna attraverso la matita.
Sui suoi fogli sente tutto il freddo degli alberi spogliati con lentezza dall’autunno…
Il buio fa riflettere sulle volte che ci si accontenta di sentire il cuore battere accidentalmente nel petto invece di avercelo in gola, lì dove si fermano le proprie tristezze.
È allora che restano i pensieri, inerti.
Disteso a testa in giù l’autore, il fogliame alla luce di un lampione dall’a... (continua)
L’ape
Vola l’ape,
il suo ronzio
è un soffio, un sussurro d’aria che vibra: bzzz, bzzz.
Batte le ali,
danza leggera,
sfiora i fiori,
accarezzandone i colori
e donando vita.... (continua)