Da giovane, Elsa Monti
era una donna di straordinaria bellezza e proveniva da una nobile famiglia. Suo padre, un uomo di grande fortuna, possedeva vaste terre molto redditizie, mentre sua madre discendeva da una prestigiosa linea aristocratica, con ampie conoscenze nei circoli nobiliari. La giovane Elsa attirava numerosi pretendenti, e lei si divertiva a flirtare, come una farfalla che si posa di fiore in fiore.
Il suo cognome era motivo di vanto e orgoglio, e a dire il vero, emanava un'aria di altezzosità. Il sorriso che si formava sulle sue labbra sottili non aveva nulla di angelico; piuttosto, rifletteva una sottile arroganza di chi si considera superiore agli altri.
Non ebbe mai necessità di lavorare, poiché la sua famiglia godeva di un cospicuo patrimonio che le permetteva di mantenere sia un giardiniere che una domestica, in grado di tenere la casa in perfette condizioni. Quando compì ottant'anni, continuava a prendersi cura del suo aspetto: si recava settimanalmente dall'est...
(continua)
Irma la Cattiva
Fin dall'infanzia, Irma si distinse come una bambina dispettosa e un po' egoista, poco incline ad ascoltare quanti la circondavano. I suoi genitori si trovarono a fronteggiare una sfida continua, poiché il suo carattere ribelle non solo metteva alla prova la loro pazienza, ma spesso suscitava anche tensioni in famiglia. Le urla della madre e le reazioni impulsive del padre non sempre riuscivano a contenere il suo comportamento; ci si trovava quindi spesso a fronteggiare una ragazza che cresceva con un atteggiamento di sfida e abitudine a soddisfare ogni suo capriccio.
Durante l'adolescenza, la situazione non migliorò. Irma si divertiva a rubare i ragazzi alle sue coetanee e venne presto affibbiata l'etichetta di "cattiva" nel senso più profondo del termine. Le sue labbra gelide non avevano mai pronunciato una parola di scusa per i danni causati, e non si sposò mai, poiché gli uomini la vedevano come una bella bionda ma poco capace di amore autentico, limitan...
(continua)
Come scheletri affossati
nell'angolo più buio
di un armadio,
prendono luce e forma
i vecchi rancori.
Riassapori tutto
il pathos dei dispiaceri
e dei torti subiti.
Cerchi con affanno
di trovare ad essi
un senso ed una giustificazione,
ma non c'è, il tempo
non ha operato alcun oblio.
Per amore e per rispetto,
unico antidoto capace
di ricomporre quelle ossa
é: la capacità di perdonare
guardando al futuro
e mai al passato....
(continua)
Conosco il significato
della parola imperfezione
sin dal giorno in cui sono nato.
Più di un gesto per molti semplice,
a me è stato negato.
Vivo una situazione di coabitazione
con qualche privazione,
e l'umore fa frequentemente
giù e su, su e giù,
fra gli abissi e le vette.
Ma quando sono stato costretto a badare,
con la mia mobilità insufficiente,
ad un corpo spietato
che in quel letto non ti dava tregua,
quando sono stato obbligato ad ascoltare
tutta la tua sofferenza
senza poter intervenire,
senza la possibilità di placare il tuo dolore,
senza poter muovere un dito,
ho capito il senso
dell'umana impotenza....
(continua)