Alfabeto, in qualche parte nascosta dei miei sogni
ho l'anima immersa nei colori, appesa alla parola,
ingoiata d'arcobaleno, respirata dal rosso tramonto.
Migliaia di fiori, abitati da esseri viventi–parlano,
creano cerchi di carta intestata: all'infinito umano.
(racconto breve)... (continua)
Il treno correva lungo i binari come un pensiero troppo difficile da fermare. Dentro uno scompartimento semi vuoto, lui sedeva con lo sguardo fisso fuori dal finestrino, ma senza davvero guardare.
I suoi occhi erano pieni di passato.
Un amore che l’aveva consumato, un addio mai superato, e quella perdita – quella maledetta perdita – che ancora gli bucava il petto ogni volta che il silenzio si faceva troppo forte.
Era stanco. Di rimpianti, di notti a guardare soffitti, di giorni trascinati come catene.
Si chiedeva se avrebbe mai ricominciato a vivere, davvero.
Poi, la vide.
Era salita a una fermata qualunque. Si era seduta poco più avanti. Niente di clamoroso: un sorriso mentre sistemava la sciarpa, uno sguardo gentile rivolto a una signora anziana. Ma in quell’istante qualcosa si aprì.
Una crepa nella corazza. Un battito in più.
Un pensiero pazzo: “Parlale. Trova una scusa, qualsiasi.”
Il cuore cominciò a battere più forte. Il cervello lo bombardava di paure, ma il cuo... (continua)
La bellezza
La bellezza è
un fiore che sboccia,
una farfalla che danza,
un uccellino che canta.
Un arcobaleno
che colora le nubi,
la neve che scende,
la pioggia che cade.
Il giorno,
la notte.
La bellezza è
nel cielo infinito,
nel mare immenso,
nella luce del sole,
nella luna piena,
nelle stelle cadenti.
Nei monti,
nei fiumi,
nei laghi.
In un volto
che passa
e non resta,
e rimane
dentro di noi.... (continua)
Cicco e Peppe erano come due alberi cresciuti nello stesso campo, intrecciati da piccoli, sfidandosi a chi toccava per primo il cielo.
Ma col tempo, uno fiorì sereno, l’altro si sentì all’ombra.
Peppe guardava il verde di Cicco e sentiva crescere spine nel cuore. “Perché lui sì?”
Un giorno, vide Cicco piegarsi su un ramo spezzato: non c’era vanità, solo cura.
Peppe capì allora che non si cresce misurando i rami degli altri, ma annaffiando le proprie radici.
Smettere di invidiare fu come ricevere acqua dopo una lunga siccità.
Da allora, i due alberi… fiorirono di nuovo vicini....
(continua)
Goditi il tuo corpo, l'unico oggetto che (ormai) ricorda vagamente te.
Se non ti dovesse bastare o piacere, beh, aggiungici del profumo (scegli la marca che meglio ti rappresenta… ah, vero, non lo sai), fai palestra.
Il tempo di ritrovare te stessa è scaduto, quello di salvarci—mai esistito.
Divertiti, perditi nei modi che vuoi.
(come puoi)... (continua)